Si schiude come un fiore all'alba e si ripiega alla sera, in vista della notte. È Breath, "Respiro", la nuova opera d'arte contemporanea inaugurata nella mattinata di oggi, venerdì 22 Maggio, lungo la via delle Serre, da dove si vede il borgo di Peccioli e a poche decine di metri dall'anfiteatro Fonte Mazzola.
Di fronte ci si trova una scultura cinetica realizzata da Emiliano Ponzi, sviluppata insieme al designer Dario Spinelli e con la cura di Cristiano Seganfreddo. Con 8 metri di diametro come base e una struttura in acciaio satinato, Breath è una vera e propria opera d'arte in natura, che interagisce con l'ambiente circostante e che si comporta come un enorme fiore, calandosi nella campagna pecciolese.
"Per noi è una grande emozione - ha detto il sindaco Renzo Macelloni - inizialmente non capivo questa inaugurazione mattutina, ma da qui s'intuisce il senso. Anche quest'opera rientra nel percorso iniziato nel 1991, che ci ha portato ad attuare interventi di arte contemporanea per trasformare non solo il centro di Peccioli. Ciò che ci contraddistingue è non aver acquistato delle opere, ma aver fatto interagire gli artisti con il territorio. Emiliano lo ha fatto e sta continuando a farlo anche per Fabbrica, per un intervento che sarà pronto tra un anno e mezzo".
L'opera, alta 10 metri e in costante movimento, interagisce con il sole e con il vento. Un modo, ha spiegato Seganfreddo, per guardare al territorio. "Questo elemento cinetico permette a tutti noi di non perdere di vista il territorio - ha affermato - Peccioli è un caso straordinario in Italia: c'è una lungimiranza verso la cura del territorio che ci riporta al Medioevo, quando gli sforzi della comunità erano protesi ai secoli a venire. Per il futuro, lo anticipo, sarà invitato anche Stefano Mancuso, scienziato che si occupa dell'intelligenza delle piante, così da lavorare sui temi della biodiversità".
"Peccioli è come la società ideale di Platone, dove tutto funziona e ognuno lavora per il bene comune: per questo è stato possibile realizzare tutto questo - ha commentato Ponzi, illustratore che ha già lavorato anche per realtà internazionali come The New York Times, The New Yorker, Apple ed Hermès - per me è un sogno che si realizza: spero che le persone instaurino un rapport con quest'opera".
"L'idea è sempre stata quella di trasformare una visione bidimensionale in qualcosa di tridimensionale e reale, mantenendo però il tratto distintivo dell'opera di Emiliano - - è stato un onore e un piacere realizzare questa opera. Per me, è una specie di spillo che tiene insieme umano e natura, mettendo insieme grande solidità, dato dal peso e dal materiale, e una grande leggerezza nel suo aspetto".