Dopo quella al santuario di Madonna di Ripaia, con la recente istanza presentata al Comune di Pontedera per accelerare i tempi sulla soluzione alternativa a Treggiaia, un altro caso antenna 5G si è creato in Valdera.
Si tratta, in particolare, di un progetto che rientra nuovamente nel Piano Italia 5G finanziato dal PNRR e che, in particolare, riguarda Fabbrica di Peccioli. La querelle, per la verità, risale all'Ottobre scorso, quando l'amministrazione pecciolese, ricevuta l'istanza dalla società Inwit ad Agosto, ha negato l’autorizzazione all'installazione dell'antenna. Secondo il Comune, infatti, il luogo individuato dall'azienda vincitrice del bando nazionale sarebbe in contrasto con il regolamento comunale sulle antenne.
Di conseguenza, Inwit si è rivolta al Tar della Toscana, chiedendo la sospensione del provvedimento comunale con cui è stata negata l'autorizzazione. Così, i giudici amministrativi hanno accolto il ricorso dell'azienda, contestando all'amministrazione comunale un presunto ritardo nel diniego dell'autorizzazione, arrivato dopo più di 60 giorni dall'istanza.
Un altro capitolo di una lunga battaglia giuridica, che potrebbe non esaurirsi qui. Del resto, come riportato anche da Il Tirreno, i giudici amministrativi dovranno esprimersi il prossimo 5 Febbraio su un ricorso presentato da un'altra azienda di telecomunicazioni sul "caso Treggiaia", mentre ad Aprile sarà la volta di un ulteriore questione legata alle antenne 5G e relativa, stavolta, a Santo Pietro Belvedere.