È un vero e proprio affondo quello mosso da Legambiente Valdera contro l'impianto di ossicombustore, che ha ricevuto il via libera dalla conferenza dei servizi di qualche giorno fa, e contro il sindaco Renzo Macelloni, reo secondo gli ambientalisti di voler perseguire a ogni costo il progetto che dovrà sorgere nel Triangolo Verde di Legoli.
L'associazione, infatti, ha ripercorso gli ultimi giorni, dall'approvazione del progetto in seno alla Regione Toscana al fronte dei "no" che, subito dopo, hanno criticato il progetto. Critiche cui si unisce, appunto, anche Legambiente Valdera. "Non c'è ancora alcun altro impianto esistente di quel tipo e di quelle dimensioni in giro per l’Europa, ma soltanto il piccolo prototipo di Gioia del Colle, che è stato anche chiuso anticipatamente - hanno scritto dal direttivo - inoltre, le perline vetrificate in cui si dovrebbero trasformare i rifiuti trattati non sono nell’elenco europeo dell’economia circolare. Quindi, il ciclo non si chiude affatto".
"Si tratta di un impianto nettamente sovradimensionato per l’Ato Toscana costa - hanno aggiunto - ma evidentemente la volontà è quella di approvvigionarsi di rifiuti anche dal resto della regione e di continuare a fare della Valdera e della provincia di Pisa la pattumiera della Toscana".
Il prossimo passaggio, come anticipato, è quello del 29 Giugno, quando durante l'assemblea di RetiAmbiente, sarà in approvazione il piano industriale. "Questo prevede, appunto, di prendere in carico l'impianto - hanno spiegato da Legambiente - l'ossicombustore, infatti, è promosso da Novatosc, costituita per l’85% dalla Belvedere, e RetiAmbiente dovrebbe entrare con il 34% delle quote societarie. Ciò vuol dire che parte dei circa 130milioni di euro di costo e il rischio d’impresa dell’impianto si redistribuiranno sulla collettività, ovvero su tutti i 100 Comuni soci e, perciò, sui cittadini. Ci auguriamo che i sindaci valutino attentamente questa eventualità prima di dare il via a cuor leggero a questo impianto, che sicuramente graverebbe poi sui costi collettivi, probabilmente a partire dalla Tari".
La polemica, poi, diventa politica, più che tecnica e ambientale. "Nei giorni scorsi Macelloni non ha certo risparmiato critiche a chiunque osasse mettere in dubbio le sue idee su RetiAmbiente e sull’ossicombustore - hanno proseguito - ha criticato il consigliere regionale Federico Eligi, ha poi poi polemizzato col sindaco di Pisa e ha dissentito con il Comune di Capannori, che è un Comune virtuoso con l’ 88% di raccolta differenziata, mentre il comune di Peccioli, non dimentichiamolo, è fermo da anni intorno al 35%".
"Macelloni ci attacca con affermazioni che rasentano la diffamazione, sostenendo che siamo dispiaciuti di non ricevere contributi dalla Belvedere - hanno affermato - è vero che Belvedere non dà e non ha mai dato contributi a Legambiente Valdera, ma è perché nessuno del nostro circolo glieli ha mai chiesti. E non li chiediamo nemmeno agli altri gestori di rifiuti, per non avere alcun tipo di conflitto d’interessi. A tale scopo vogliamo ricordare che Legambiente Valdera si è opposta al raddoppio della discarica gestita da Ecofor; è intervenuta molte volte per sollecitare la messa in funzione dell'impianto di trattamento dell'organico di Geofor; e si è occupata molte volte della bonifica della discarica del Tiro a Segno di Navacchio. Legambiente si sostiene sul volontariato e sulla passione dei militanti: comprendiamo che questo concetto possa risultare alieno a chi è solo abituato a fare business".
"Ci auguriamo che sia l’assemblea dei sindaci di RetiAmbiente, dove per certo serpeggiano molte perplessità, sia la Giunta regionale ci ripensino ed evitino di dare il via all’ossicombustore - hanno concluso - con questo progetto si continua ad accentrare gli impatti ambientali sempre sulla stessa zona, quella di Pisa e della Valdera, che negli anni ha già abbondantemente pagato un elevato tributo in termini ambientali".