"C’è un luogo in Toscana dove nulla si butta: tutto si trasforma, perfino la narrazione. Parliamo di Peccioli, laboratorio contemporaneo di economia circolare e, perché no, di comunicazione creativa. Qui la discarica non è semplicemente un impianto industriale: è una metafora luminosa. Dai suoi proventi economici nascono teatri, installazioni artistiche, eventi culturali, rotonde fiorite e orizzonti che brillano più del sole di luglio. Peccioli sembra aver trovato il modo di trasformare i rifiuti in bellezza pubblica". Parte da qui il direttivo di Legambiente Valdera e dal contrasto tra "una narrazione che vola alta e un dato - hanno sottolineato - che resta ostinatamente con i piedi per terra: la raccolta differenziata nel Comune di Peccioli si ferma appena al 36%. Una percentuale che, più che un modello di economia circolare, ricorda piuttosto una pessima economia lineare".
E Legambiente tocca la questione della realizzazione dell'impianto di ossicombustione di capacità industriale mai realizzata al mondo che però apre a un orizzonte ampio di domande. "Con un costo stimato di oltre 125 milioni di euro, una durata operativa dichiarata di soli 20 anni e possibili oneri post-gestione, l’ossicombustore - hanno aggiunto - presenta evidenti criticità economiche che, con l’eventuale ingresso di RetiAmbiente S.p.A. in Novatosc s.r.l., porterà noi cittadini a garantire gli investimenti con le nostre bollette sui rifiuti. Il rischio industriale, dunque, rischia di trasformarsi in rischio tariffario: a pagare, ancora una volta, saremmo noi cittadini".
E poi, secondo l'associazione, c'è il problema delle “perline vetrose”, "sottoprodotti che aspirano a una seconda vita nell’edilizia e in varie costruzioni. Ma questo ci preoccupa - hanno proseguito - non solo a livello economico. Temiamo che queste perline possano fare la fine del Keu, materiale che doveva rappresentare una soluzione di recupero e che si è trasformato in un caso giudiziario e ambientale. Ciò che oggi viene presentato come innovazione, domani potrebbe richiedere bonifiche, perizie e tribunali. In questo modello scintillante, la sostenibilità assume contorni interessanti: non tanto ridurre, quanto valorizzare; non tanto discutere, quanto celebrare.
E quando qualche voce fuori dal coro prova a stonare, ecco che la potenza economica, anch’essa circolare, può trasformarsi in ferme prese di posizione, puntualizzazioni legali, richiami alla responsabilità. Forse la vera economia circolare a Peccioli è questa: le risorse generano consenso, il consenso genera stabilità, la stabilità genera narrazione, e la narrazione diventa verità. Ma noi non resteremo abbagliati da questa narrazione".