"È necessario superare la propaganda e avviare un dibattito pubblico reale, serio e trasparente che coinvolga direttamente i cittadini. Il futuro della gestione dei rifiuti, della salute e dei costi pubblici sul nostro territorio è un argomento cruciale, che non può e non deve restare un appannaggio esclusivo di giunte comunali e consigli di amministrazione nei fatti poi annichiliti da complesse “scatole cinesi intoccabili”. Così sull’ossicombustore di Peccioli il Psi invita tutti a guardare ai fatti.
Stefano Cateni, segretario dell’unione comunale Psi di Cascina, e Riccardo Pasqualetti, della segreteria provinciale Psi, intervengono nel dibattto. Secondo i socialisti, "l’assemblea di RetiAmbiente del 29 Giugno non avrebbe bocciato l’impianto, ma deciso la non partecipazione azionaria. Questo significa - hanno scritto in una nota - che l’iter autorizzativo del progetto prosegue il suo cammino all’interno della programmazione della Regione Toscana, ma che l’onere economico e la futura gestione passeranno interamente in mano a soggetti, pubblici o privati, che lo realizzeranno".
Non partecipare alla proprietà non significa necessariamente fermare il progetto. "Il rischio di una transizione senza controllo pubblico è reale e a perdere - hanno sottolineato dal Psi - saranno “le tasche dei contribuenti”. Una gestione prevalentemente privata potrebbe infatti incidere sui futuri costi del servizio e, indirettamente, sulle bollette Tari di famiglie e imprese".
Per questo il Psi ha chiesto di abbandonare la propaganda e aprire un confronto pubblico trasparente, fondato su dati, alternative e responsabilità precise. La questione, sostengono Cateni e Pasqualetti, non può essere liquidata come una semplice battaglia tra schieramenti.