"Le dichiarazioni di Daniele Fortini ci preoccupano perché sembrano indicare una scelta strategica che concentra gran parte del futuro della gestione dei rifiuti toscani su un'unica grande opera e su una tecnologia che, a oggi, non ha ancora alle spalle una sperimentazione concreta e consolidata tale da giustificare un investimento di queste dimensioni". Così Dario Danti, segretario regionale, Anna Piu, segretaria provinciale ed Eugenio Baronti, responsabile ambiente di Sinistra Italiana, ribadiscono la propria contrarietà al progetto dell'ossicombustore, l'impianto che sorgerà al Triangolo Verde di Peccioli e che ha l'intenzione di chiudere il ciclo dei rifiuti.
Da Sinistra Italiana, insomma, non condividono l'idea che il futuro del sistema regionale possa essere affidato a un impianto "che presenta - hanno specificato - ancora forti elementi di incertezza sotto il profilo tecnologico, economico e finanziario. Stiamo parlando di un investimento di circa 180 milioni di euro: una cifra enorme che rischia di trasformarsi in un azzardo industriale. Prima di impegnare risorse così rilevanti sarebbe ragionevole poter contare su risultati verificati e su esperienze operative consolidate, non su promesse o aspettative".
Se il tema è quello dell'innovazione, per Danti, Piu e Baranti l'innovazione non può diventare un alibi per chiedere ai cittadini un atto di fede. "E se le prestazioni annunciate non dovessero essere confermate, chi pagherà il conto? - hanno chiesto - Chi si assumerà la responsabilità di una scelta che potrebbe vincolare il sistema regionale dei rifiuti per decenni e scaricare costi aggiuntivi sulle comunità locali e sulle tariffe pagate dai cittadini?".
"E per farlo - hanno aggiunto - occorre rafforzare il recupero di materia, il riuso e il riciclo, anziché affidare una parte così rilevante della strategia regionale a una tecnologia che, allo stato attuale, non dispone ancora di un adeguato storico di sperimentazione e applicazione concreta. Per questo respingiamo la narrazione secondo cui chi solleva dubbi sarebbe contrario al progresso. Al contrario, riteniamo che la responsabilità della politica sia quella di valutare con rigore costi, benefici e rischi. Quando si parla di 180 milioni di euro e del futuro ambientale della Toscana, non servono salti nel buio ma scelte fondate su evidenze scientifiche e interesse pubblico".