Il consigliere regionale AVS, primo eletto del Monte Pisano dopo oltre vent’anni, parla di rappresentanza, infrastrutture e legge sul clima. “Non tifo da stadio, ma scelte razionali. FIPILI, clima, aeroporti: ecco le priorità”
Dopo tre mesi dall’insediamento, com’è stato l’impatto con il Consiglio regionale?
"L’impatto è stato positivo. Sono intervenuto subito in aula e questo mi ha aiutato a sentirmi a mio agio. Non mi sento un pesce fuor d’acqua, ed è importante a livello personale. Naturalmente c’è ancora tanto da imparare: dalle dinamiche interne ai regolamenti. Il punto è riuscire a coniugare due aspetti: da una parte conoscere a fondo questo nuovo ambiente, dall’altra cercare di essere subito utile al territorio pisano".
Quanto conta per il Monte Pisano avere finalmente una voce diretta in Regione?
"La mia elezione è arrivata da una base larga, ho preso voti in 35 comuni su 37, ma il grosso è arrivato da qui: dall’area pisana e dal Monte Pisano. Questo è un segnale politico. Il Monte è un territorio amministrato bene, con sindaci capaci, consigli comunali all’altezza, una realtà che ragiona in modo coeso. Se questo territorio si muove insieme, può contare. È passato almeno un ventennio dall’ultima volta che un rappresentante del Monte Pisano sedeva in Consiglio regionale. E averlo oggi può voler dire molto anche sul piano pratico: per fare un esempio, sono già riuscito a far finanziare due piccoli interventi, uno su Calci e uno sull’illuminazione che collega Calci al Pisano medico. Sono segnali concreti, non solo simbolici".
Tra le priorità regionali, la FIPILI resta centrale. Che percorso vedi?
"La Regione ha finalmente iniziato un lavoro serio sulla FIPILI. Non solo sul piano delle analisi, ma anche con risorse concrete: nel bilancio corretto approvato a fine 2025 ci sono i primi 10 milioni di euro. È solo un inizio, certo, perché ad esempio il primo intervento a Ginestra Fiorentina vale già 15 milioni. Ma è un cambio di passo, che mette la FIPILI al centro dell’agenda regionale".
Altro nodo è quello degli aeroporti: Firenze o Pisa?
"Nessun tifo da stadio. Il nostro no alla nuova pista di Peretola non è una questione campanilistica. È una posizione motivata da forti dubbi sull’impatto ambientale. Lo dimostrano anche i ricorsi presentati dai Comuni della Piana fiorentina. Noi siamo per un sistema aeroportuale sostenibile. Potenziare il Galilei di Pisa è la scelta più razionale: si può migliorare l’infrastruttura esistente e collegarla meglio con Firenze, attraverso l’alta velocità e una FIPILI funzionante. Serve una visione integrata, non uno spreco di risorse pubbliche su un’opera sbagliata".
Anche il futuro dei Navicelli è stato al centro dell’attenzione, con la proposta di un nuovo sbocco a mare. Il Governo ha chiesto la collaborazione della Regione. Che ne pensa?
"Nessuna opposizione preconcetta. Le infrastrutture vanno fatte, ma con attenzione. Ogni progetto deve essere valutato per l’impatto ambientale e la sostenibilità. Questo vale anche per la Darsena Europa a Livorno, dove non c’è alcuna guerra di campanile, ma serve garantire che non ci siano effetti negativi sull’erosione costiera o sulla qualità della vita. Sulle opere si discute nel merito, non per ideologia. Bene che il Comune di Pisa si sia detto disponibile al confronto. Le istituzioni devono collaborare, non lanciarsi accuse. Lo scaricabarile non serve a nessuno".
C’è stato un riferimento anche alla mareggiata su Marina di Pisa. Qual è la posizione della Regione?
"Ho apprezzato l’apertura del sindaco Conti, che ha detto che il Comune è pronto a fare la propria parte anche se non ha competenze dirette. È lo spirito giusto. Meno utile è chi scarica solo colpe. Serve un tavolo condiviso con tutte le forze istituzionali, senza escludere nessuno. Anche nelle inaugurazioni, come quella di pochi giorni fa, dovrebbe essere buona norma invitare tutte le rappresentanze. Perché esserci, anche fisicamente, è il primo passo per collaborare davvero".
Che ruolo può avere la Regione per la cosiddetta “Toscana diffusa”?
"Ho fatto il sindaco di un piccolo comune e so bene quanto sia difficile amministrare certe realtà. Sono felice che la Regione stia mettendo attenzione su questo tema: ci sono 10 milioni di euro in bilancio per i comuni della Toscana diffusa. Ed è fondamentale continuare su questa linea. Perché spesso, nei territori marginali, le sfide sono maggiori e le risorse minori. La Regione deve essere ancora più vicina a questi luoghi".
Lei ha parlato spesso anche di dissesto idrogeologico.
"È la vera emergenza del Paese. Le risorse ci sono, ma vanno messe su ciò che serve davvero. Non sui ponti sullo Stretto. I cantieri per la sicurezza idraulica danno lavoro, ma soprattutto mettono in sicurezza territori, persone, aziende. La Regione in questi anni ha investito e continuerà a farlo. Per me è una battaglia che porto avanti con convinzione".
Una delle proposte AVS è una legge regionale sul clima. A che punto siete?
"Stiamo lavorando per presentarla. Non è che con una legge si cambia il clima, ovviamente, ma si inizia a ragionare su come ogni euro pubblico impatta sull’ambiente. È uno strumento per programmare, mitigare i rischi e prevenire i danni. In un’epoca di cambiamenti climatici così evidenti, è un passo necessario. È un impegno che abbiamo preso in campagna elettorale e lo stiamo rispettando".