È scattato il sequestro penale per due camion contenenti rifiuti radioattivi e, contestualmente, per l'intera area dove i materiali sarebbero stati illecitamente scaricati a terra, in violazione dei protocolli per la gestione di questo tipo di rifiuti. Ciò, infatti, è quanto sarebbe avvenuto nei giorni scorsi nello stabilimento di Ospedaletto di Geofor, già interessato dal furto di otto camion utilizzati per svaligiare un'azienda orafa.
L'ipotesi di reato su cui si muovono magistratura e forze dell'ordine è quella di illecito e potenziale disastro ambientale a carico di chi avrebbe autorizzato e materialmente eseguito lo scarico. Secondo le prime ricostruzioni, i carichi stipati sui due automezzi pesanti avevano fatto scattare i sistemi di rilevamento e i controlli di radioattività interni all'impianto. Nonostante l'allarme i rifiuti, invece di essere isolati e gestiti secondo le stringenti procedure speciali, sarebbero stati riversati direttamente a terra in un'area non autorizzata, ovvero la zona antincendio dello stabilimento.
Una delle ipotesi più accreditate al momento, sulla quale sono in corso verifiche tecniche e sanitarie, è che la radioattività sia riconducibile a residui di materiale sanitario proveniente dal trattamento terapeutico di un paziente oncologico, finito erroneamente nel circuito dei normali rifiuti urbani.
A denunciare il fatto è stata l'Unione Sindacale di Base, che ha annunciato anche di aver presentato un esposto. "La gravità di quanto accaduto non riguarda soltanto il fatto che tali rifiuti radioattivi dovevano essere trattati in sicurezza - hanno scritto - ma lo scarico a terra dei rifiuti in un'area non autorizzata è di per sé una scelta scellerata per un’azienda di rifiuti. Ancora una volta assistiamo a scelte che mettono a rischio la salute dei lavoratori e la tutela dell’ambiente. Chiediamo che venga fatta piena luce sull'accaduto, che l’azienda avvii un’indagine interna per individuare tutte le responsabilità a tutela di tutti i lavoratori che operano onestamente in Geofor. Abbiamo dato mandato al nostro ufficio legale di depositare un esposto alla Procura della Repubblica, costituendoci parte civile affinché venga fatta chiarezza assoluta su quanto accaduto".
L'azienda, interpellata da QUInews Pisa, tramite l'amministratore delegato Paolo Vannozzi, si è attestata sulla linea della prudenza. "Ci sono delle indagini in corso e non riteniamo di dover commentare - ha spiegato - aspettiamo l’esito delle indagini".