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In Provincia rischio 14mila lavoratori in meno in 10 anni

L’allarme di Confcommercio, "Servono formazione e orientamento". In provincia il 35% dei lavoratori ha più di 50 anni, pesa il ricambio generazionale

In provincia di Pisa, oggi, più di un terzo dei lavoratori ha superato i cinquant’anni. L’età media ha oltrepassato i 42 e all’orizzonte si profila una perdita di quasi 14mila potenziali addetti entro il 2035. Il dato arriva da uno studio della Cgia di Mestre basato su dati Istat, ed è stato rilanciato con forza da Confcommercio Pisa.

"Da qui al 2035 le imprese pisane rischiano di perdere 13.986 potenziali lavoratori, pari al -5,3% rispetto ad oggi" ha affermato Federico Pieragnoli, direttore generale di Confcommercio Pisa. "È un numero migliore rispetto alla media nazionale e regionale, ma resta allarmante, soprattutto per le piccole e medie imprese, che fanno più fatica a gestire ricambi generazionali e turn over".

Un problema che, oltre alla demografia, riguarda anche l’economia. Secondo i dati Excelsior-UnionCamere, su 9.560 assunzioni previste in provincia entro Marzo 2026, il 46% presenta difficoltà di reperimento. Per il commercio si prevede addirittura un calo dell’8%.

"Per colmare il divario tra domanda e offerta di lavoro – ha ribadito Pieragnoli – è indispensabile puntare su formazione e occupazione. Servono investimenti in orientamento scolastico e formazione professionale in linea con i bisogni delle imprese".

Confcommercio ha attivato l’Agenzia per il lavoro di Pisa e Livorno, che si occupa di selezione del personale, ricollocazione e inserimento dei giovani, e promuove lo Sportello Decreto Flussi per agevolare l’arrivo legale di manodopera dall’estero. "Molte imprese, spesso familiari, fanno fatica a trovare dipendenti – ha concluso Pieragnoli – ma per loro il lavoro delle persone resta vitale per andare avanti"