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Rocca della Verruca, l'appello della comunità del bosco

La Comunità del Bosco denuncia i danneggiamenti alla Rocca e chiede più tutela, "Difendere la Verruca significa difendere il Monte".

La Rocca della Verruca, simbolo storico del Monte Pisano, continua a essere bersaglio di furti, atti vandalici e intrusioni mentre sono in corso i lavori per il suo recupero. A lanciare un appello è la Comunità del Bosco del Monte Pisano, associazione nata nel 2019 per promuovere la tutela e la valorizzazione del territorio dopo il devastante incendio del 2018, che esprime piena solidarietà alla proprietà e chiede un maggiore impegno delle istituzioni nella salvaguardia del monumento.

La Comunità del Bosco ricorda come la Rocca, conosciuta anche come "Occhio dei Pisani", rappresenti uno dei luoghi più identitari del Monte Pisano. Alla fine del 2024 la parte del complesso ricadente nel Comune di Vicopisano è stata acquistata da Nicola Gualerci, con l'obiettivo di metterla in sicurezza, studiarla e riportarla, in futuro, alla fruizione pubblica.

Da allora, però, il cantiere sarebbe stato colpito da una lunga serie di episodi: furti di materiali destinati al consolidamento, danneggiamenti alla malta appena posata, distruzione di uno scalino, recinzioni di sicurezza tagliate, cartelli rimossi, incisioni sulle pietre storiche, accessi abusivi, bivacchi notturni con fuochi accesi e rifiuti abbandonati. Secondo quanto riferito dalla proprietà, si sarebbero verificati anche la contaminazione dell'acqua contenuta nelle cisterne utilizzate per i lavori e l'asportazione di pietre originali della struttura medievale.

L'episodio più recente risale ad Aprile, quando nuovi danneggiamenti alle murature avrebbero provocato un danno economico stimato in decine di migliaia di euro. La proprietà ha presentato querela e richiesto alla Soprintendenza una valutazione urgente per rafforzare le misure di tutela.

Per la Comunità del Bosco non si tratta di una questione privata, ma di un tema che coinvolge l'intero territorio.

"Verrebbe da pensare che sia una vicenda privata. Un proprietario, un cantiere, dei vandali. Invece riguarda tutti, perché la Verruca è patrimonio storico vincolato e, prima ancora, è parte dell’identità del Monte Pisano. Ogni pietra incisa e ogni muro danneggiato non colpiscono soltanto un privato che, a proprie spese e senza fondi pubblici, sta provando a fare ciò che per decenni nessuno ha fatto. Colpiscono il territorio intero, perché allontanano il giorno in cui quel luogo potrà tornare ad accogliere chiunque voglia salirci."

L'associazione richiama anche il ricordo del grande incendio del 2018, sottolineando come la cura del territorio debba essere sostenuta e non ostacolata.

"Come Comunità del Bosco conosciamo bene questa dinamica. L’abbiamo vista nel 2018, quando il fuoco ha divorato in poche ore ciò che generazioni avevano costruito, e la rivediamo ogni volta che la cura del territorio viene scambiata per un’imposizione e l’abbandono per libertà. Ma un monumento medievale pericolante non è un luogo libero, è un luogo pericoloso. Le recinzioni di un cantiere non tolgono la Verruca a nessuno: la stanno restituendo. Chi le taglia, chi incide le pietre, chi ruba i materiali del restauro non difende alcun diritto. Ruba tempo, risorse e futuro a tutti."

Nel comunicato la Comunità del Bosco esprime "piena solidarietà alla proprietà della Rocca" e condanna senza ambiguità gli atti vandalici, i furti e i sabotaggi che stanno rallentando il recupero del complesso.

L'associazione rivolge quindi un appello alle istituzioni.

"Alle istituzioni competenti, dal Comune alla Soprintendenza alle forze dell’ordine, chiediamo di esprimere la loro posizione ufficiale contro questi atti di vandalismo e un presidio reale di un bene di interesse storico nazionale. La tutela del patrimonio nei territori meno presidiati non può reggersi soltanto sulla resistenza di chi se ne fa carico. A chi frequenta il Monte chiediamo di rispettare le recinzioni e i divieti di accesso, che esistono per ragioni di sicurezza e di legge, e di segnalare alle autorità eventuali comportamenti illeciti. E a tutta la comunità del territorio chiediamo di non restare indifferente, perché la differenza tra un monumento recuperato e un rudere perduto la fa anche il clima che un territorio sa costruire intorno ai propri luoghi."

Il messaggio finale guarda al futuro del Monte Pisano e della sua rinascita.

"Il Monte Pisano sta lentamente rinascendo dalle ferite dell’incendio grazie al lavoro di tante mani: proprietari, volontari, tecnici, scuole, aziende. La Verruca merita di far parte di questa rinascita. Difenderla oggi significa difendere l’idea stessa che prendersi cura di un luogo abbia senso."