Cronaca

Delca, Legambiente, "troppi impianti in Valdera"

Dopo il rogo a Lugnano l'associazione chiede trasparenza sui dati ambientali e una revisione della concentrazione degli impianti in Valdera

Il rogo alla Delca Energy di Lugnano ha acceso il dibattito sulla concentrazione degli impianti di trattamento rifiuti nel territorio pisano e in Valdera. Legambiente Valdera interviene dopo l'incendio divampato nella mattinata dell'8 Giugno, esprimendo forte preoccupazione per la colonna di fumo nero e per le possibili ricadute ambientali e sanitarie.

Secondo l'associazione, l'episodio non può essere letto come un fatto isolato. "Nell’area pisana, e la Valdera in particolare, si trattano e smaltiscono oltre il 50% dei rifiuti dell’intera Toscana", ha scritto il direttivo. Una concentrazione che, secondo Legambiente, aumenta il rischio di incidenti e impone una riflessione sulla sicurezza industriale.

L'impianto Delca Energy si occupa di selezione, triturazione e trasformazione di materiali plastici in materie prime seconde e Combustibile Solido Secondario destinato anche a usi industriali. Proprio la combustione di plastiche, sottolinea l'associazione, può generare sostanze pericolose come diossine e furani. Per questo viene chiesta la massima trasparenza sui monitoraggi di Arpat relativi alla qualità dell'aria e alle ricadute al suolo.

Legambiente ricorda anche i precedenti che hanno interessato il territorio, dal rogo alla stessa Delca Energy nel Giugno 2020 all'incendio del 2024 nell'impianto Geofor di Pontedera. Episodi che, secondo l'associazione, pongono interrogativi sulla prevenzione e sui controlli.

Nel documento viene chiesto di fare piena luce sulle cause dell'innesco, verificando eventuali malfunzionamenti, stoccaggi eccessivi o altre criticità. L'associazione solleva inoltre dubbi sull'adeguatezza delle misure antincendio e sulla corrispondenza tra il Certificato di Prevenzione Incendi e i reali carichi presenti nel capannone.

"È necessario passare da una 'prevenzione amministrativa' a una pratica industriale rigorosa", ha scritto Legambiente, chiedendo sensori termici, distanze efficaci tra i cumuli, sistemi automatici di spegnimento calibrati sui rifiuti plastici e controlli più incisivi da parte delle autorità competenti.