Il progetto di impianto agrivoltaico a Val di Cava, che nelle scorse settimane era già stato bocciato dalla Soprintendenza, ha ricevuto l'ennesimo altolà. Stavolta, doppio: da parte del Comune di Ponsacco e dalla Regione Toscana. Una convergenza che rende assai complicata la realizzazione del progetto da parte di Apollo Solar 7, la società di Bolzano che ha proposto l'opera.
In particolare, dalla Regione, è stata messa in evidenza la continuità che avrebbe l'impianto, se venisse realizzato, con quello già esistente ai Fabbri, nel territorio comunale di Pontedera. "La seconda bocciatura del progetto è un risultato importante per il Comune e per tutto il territorio - ha commentato il sindaco Gabriele Gasperini - è la dimostrazione che, quando un'amministrazione affronta queste procedure con serietà, competenza e tempestività, è possibile far emergere le criticità di progetti che rischiano di compromettere in modo irreversibile il paesaggio e l'identità di un territorio".
"Vorrei ringraziare gli uffici comunali per il lavoro svolto e il professionista incaricato dall'amministrazione - ha aggiunto - appena ricevuta la documentazione del progetto abbiamo deciso di non limitarci a una presa d'atto, ma di affrontare la questione con il massimo rigore. Non è una battaglia ideologica contro le energie rinnovabili. La transizione energetica è una sfida che condividiamo e che va perseguita con equilibrio e responsabilità. Quello che contestiamo sono i mega impianti industriali calati dall'alto, senza una reale pianificazione condivisa con i territori, che finiscono per consumare suolo agricolo, alterare il paesaggio e modificare profondamente l'identità delle nostre campagne".
Un punto messo a segno dall'amministrazione, dunque. Mentre, nel frattempo, continuano le proteste sull'altro impianto, che dovrebbe sorgerà ai Poggini. "Su questa vicenda qualcuno oggi prova a impartire lezioni - ha aggiunto il sindaco - credo però che prima debba spiegare ai cittadini cosa è stato fatto, o meglio cosa non è stato fatto, quando nel Maggio del 2024 venne notificato il progetto relativo all'area dei Poggini. Quello era il momento decisivo per intervenire con osservazioni puntuali e strutturate. Successivamente i margini di azione diventano inevitabilmente più limitati".
"All'epoca non risulta che la cittadinanza sia stata informata adeguatamente, non furono convocati Consigli comunali aperti sul tema, non venne assunta una posizione politica chiara di contrarietà e, soprattutto, non fu lasciata alcuna indicazione alla nuova amministrazione sull'importanza strategica di quella vicenda - ha concluso - oggi gli stessi soggetti che allora sono rimasti in silenzio pretendono di dare lezioni a chi, invece, ha scelto di agire fin dal primo giorno. Le polemiche lasciano il tempo che trovano. I cittadini giudicano dai fatti. E i fatti dicono che questa amministrazione, davanti a un progetto di oltre 90 ettari, ha reagito immediatamente. Questa è la differenza tra chi fa politica con i comunicati e chi difende davvero il territorio con gli atti amministrativi".