"La decisione della Regione Toscana di sottoporre a Valutazione di Impatto Ambientale il progetto dell’impianto agrivoltaico da oltre 50 MW previsto in Val di Cava è una scelta importante e che condividiamo". Così Matteo Trapani, consigliere regionale del Partito Democratico, ha commentato gli ultimi sviluppi della vicenda a Ponsacco
"L’istruttoria - ha detto - evidenzia criticità rilevanti, richiamate in particolare dal Settore regionale Tutela e Valorizzazione del Paesaggio e dalla Soprintendenza di Pisa e Livorno, rispetto alle dimensioni dell’intervento, al suo inserimento nel paesaggio rurale e agli effetti cumulativi con gli altri impianti previsti nell’area. La Soprintendenza arriva a definire l’impatto sul territorio “estremamente critico”. Sono questioni che avevo posto già mesi fa, quando siamo stati in Val di Cava insieme ai cittadini, chiedendo che il Comune si interessasse nelle sedi deputate".
E in effeti, secondo Trapani è positivo che, anche grazie alla mobilitazione dei cittadini e alle sollecitazioni avanzate, il Comune abbia infine assunto una posizione chiara sulle criticità del progetto.
"Comprendiamo che il sindaco, dopo quanto accaduto ai Poggini e il ritardo con cui l’amministrazione si è attivata su Val di Cava – ha aggiunto – abbia oggi l’esigenza di recuperare terreno. Ma proprio per questo sarebbe importante fornire sempre informazioni precise. Il decreto regionale non dice semplicemente che sono state “accolte le osservazioni del Comune”: è l’esito di un’istruttoria complessiva, nella quale le criticità paesaggistiche sono state evidenziate anche dalla Soprintendenza e dal competente Settore regionale e la Regione ha deciso, alla luce delle sue valutazioni, di sottoporlo a VIA. La Regione ha quindi stabilito che non è possibile escludere impatti negativi significativi sul paesaggio e che il progetto deve essere sottoposto a VIA completa, anche per approfondire gli effetti cumulativi con gli altri grandi impianti fotovoltaici dell’area e per le questioni paesaggistiche che avevamo sollevato insieme ai cittadini. Siamo favorevoli allo sviluppo delle energie rinnovabili, ma la transizione energetica non può significare accettare tutto. Su un intervento di circa 90 ettari è giusto pretendere ogni garanzia necessaria a tutelare il paesaggio, l’agricoltura e l’identità della Valdera".