"I Cerretini non sono entrati di notte con una betoniera per costruire abusivamente. Hanno presentato un progetto, hanno ottenuto autorizzazioni pubbliche e hanno investito risorse, convinti di essere pienamente nel rispetto delle regole". Sul tema della villetta di Val di Cava, che da sentenza del Consiglio di Stato dovrà essere abbattuta al termine di un contenzioso durato anni e anni, si sono esposti anche il consigliere regionale di Fratelli d'Italia Diego Petrucci e il presidente del circolo e capogruppo a Ponsacco Mario Di Candia.
Che, appunto, sono intervenuti a sostegno della famiglia che risiede nell'abitazione, chiedendo un intervento. "Solo anni dopo, si sono trovati nella condizione di vedere dichiarato illegittimo quel titolo edilizio - ha precisato Petrucci - il principio della certezza del diritto è uno dei pilastri dello Stato: se un cittadino si affida a un provvedimento della Pubblica Amministrazione non può essere lasciato completamente solo quando quello stesso provvedimento viene successivamente cassato".
"Si prevede di demolire un edificio realizzato con criteri di bioedilizia, ad altissima efficienza energetica e con un impatto ambientale estremamente ridotto, per tutelare un’area boschiva che, almeno a una semplice osservazione, appare oggi segnata da anni di abbandono e scarsa manutenzione - ha aggiunto - per questo penso che la politica debba fare uno sforzo ulteriore. Occorre verificare, con il coinvolgimento di tecnici e istituzioni, se un’opera di questo tipo possa essere smontata e ricollocata in un’area idonea, preservando il valore dell’investimento e riducendo lo spreco di materiali e risorse. Sarebbe una soluzione coerente con i principi dell’economia circolare e della sostenibilità ambientale. Naturalmente, i costi di una simile operazione non potrebbero ricadere sulla famiglia, ma dovrebbero essere assunti dal soggetto pubblico che ha originato questa situazione".
Leggasi: il Comune di Ponsacco. "L'amministrazione può convocare un tavolo con tutti gli enti coinvolti, valutare il valore economico dell’immobile e delle opere realizzate, approfondire le possibili soluzioni alternative e cercare un percorso condiviso che eviti un nuovo e costoso conflitto - ha proseguito Petrucci - perché la forza di uno Stato di diritto non si misura soltanto nella capacità di far rispettare le sentenze, ma anche nella capacità di non lasciare soli quei cittadini che, in buona fede, hanno confidato nelle decisioni delle sue stesse istituzioni. Proprio per questo ritengo che anche la Regione Toscana debba assumersi una responsabilità".
Il parco interessato, infatti, è di interesse regionale. "Per questo la Giunta dovrebbe promuovere un tavolo istituzionale con il Comune, la famiglia Cerretini, gli enti competenti e tutti i soggetti coinvolti, con l’obiettivo di verificare ogni possibile soluzione alternativa - hanno concluso i due- dalla delocalizzazione dell’immobile alla valutazione del danno economico subito, fino all’individuazione delle risorse necessarie".