Non è la conclusione dei lavori, ma ormai poco ci manca. E in ogni caso ne resterà l’emblema più visibile, almeno da qui al termine dell’intera operazione, prevista per la fine dell’anno. Il punto sullo stato dell’arte del nuovo Centro pastorale di Ponsacco l’ha fatto ieri, martedì 7 Aprile, il parroco don Armando Zappolini insieme al cardinale Matteo Maria Zuppi, anche presidente della Conferenza Episcopale Italiana, presente al festival letterario pontederese Ponte di Parole.
Ma, appunto, ancora prima sul cantiere dove nascerà il polo a disposizione dell’intera Diocesi di San Miniato. "Uno spazio per tutti - ha detto don Zappolini, tracciando le priorità di un progetto partito anni fa ma in dirittura d’arrivo - un luogo aperto al territorio dove l’accoglienza e la disponibilità saranno al primo posto".
Un’idea dalle mille sfaccettature, dal valore di 2,8 milioni di euro, che sta prendendo forma. "Le coperture - ha aggiunto - sono pronte. Resta da completare l’impiantistica, i pavimenti e da installare il fotovoltaico. Il centro è stato pensato, in sinergia con il vescovo Andrea Migliavacca, per le iniziative pastorali ma sarà anche al servizio della comunità. Per gli incontri dei nostri giovani, dei ragazzi delle scuole e delle associazioni che potranno sfruttare l’area e come punto di riferimento, vista la posizione di Ponsacco, della Diocesi".
L’area vicino al parcheggio della fiera cittadina, nella zona che si affaccia su via Giovanni XXIII sta diventato una struttura polifunzionale con un grande salone, altre otto stanze adatte ad ospitare attività sociali, ricreative e di aggregazione, per le riunioni. E neppure i costi lievitati hanno fermato la realizzazione dell'edificio che è stato finanziato con il contributo di circa un milione e 450mila euro, dell’otto per mille erogato dalla Conferenza episcopale italiana e con le risorse recuperate dalla vendita di alcune proprietà parrocchiali.
"Abbiamo ottimizzato alcuni beni della chiesa per dare un senso pastorale unitario - ha specificato - perché il centro darà voce e sostanza alla missione della Chiesa che si fa vicina a tutti, che sta sulla strada, accompagna, sostiene e coinvolge. Non è un caso se sarà intitolato a don Tonino Bello. Un vescovo dalle scelte forti e coraggiose, ma profondamente innamorato di Gesù".
Di don Tonino Bello è l’espressione “Chiesa del grembiule”, a testimoniare il dovere, la bellezza, di stare sempre dalla parte degli ultimi. Espressione che, secondo Zappolini, calza a pennello per descrivere l’impegno della sua parrocchia e della città. "Vogliamo che il centro trasmetta e descriva lo stile del dialogo, fatto di ascolto e condivisione - ha concluso - a Gennaio con 33 giovani siamo andati in visita alla casa di don Tonino Bello in provincia di Lecce, e ad Agosto ripeteremo l’esperienza con gli adulti. In Diocesi è nata anche la sezione Pax Christi, movimento profondamente segnato dalla presidenza quasi decennale del vescovo pugliese. Alla base del progetto un percorso spirituale e di significato".