Politica

La polemica sui Poggini finisce in Regione

Dal Pd Trapani scettico sul sito d'interesse comunitario: "Richiede anni"; da FdI, invece, Petrucci incalza: "Il centrosinistra non vuol intervenire"

Matteo Trapani (a sinistra) e Diego Petrucci

"La partecipazione straordinaria all’incontro pubblico organizzato dal comitato per la tutela dei Poggini dimostra che i cittadini non sono disposti a subire passivamente la svendita del proprio territorio". Interviene così sul tema il consigliere regionale del Partito Democratico Matteo Trapani, che si esprime a seguito dell'assemblea tenuta a Ponsacco nei giorni scorsi.

"È inaccettabile - ha detto - il solito scaricabarile messo in atto dai sindaci Paolo Mori e Gabriele Gasperini, che provano a nascondersi dietro le norme europee e nazionali per giustificare la propria inerzia. Mentre Mori e Gasperini sostengono di avere le mani legate, il Comune di San Giuliano Terme, in una situazione del tutto analoga per dimensioni e tipologia procedurale, ha saputo attivarsi chiedendo l’intervento della Regione attraverso la conferenza dei servizi, ottenendo la sospensione del progetto per la mancanza di studi ambientali. Perché lì ci si è mossi e qui no?".

Tanto che riassume la realtà tecnica della vicenda. "Essendo l'impianto sotto i 10 Megawattora, si tratta di un’autorizzazione che passa esclusivamente dal Comune - ha aggiunto - la Regione non ha ricevuto alcuna segnalazione o richiesta di parere da parte dei Comuni. Il silenzio delle amministrazioni pesa come un macigno: sarebbe bastato ritardare l'approvazione di soli cinque giorni per far decadere il progetto in virtù dei cambiamenti normativi introdotti successivamente dal Governo. Chi doveva vigilare ha preferito tacere".

Neppure la proposta del sindaco Gasperini di istituire un sito d'interesse comunitario convince Trapani. "Una vera e propria boutade - ha concluso - uno specchietto per le allodole per allontanare da sé le responsabilità. Dipende dal Governo e dall'Unione Europea e richiede anni: chiederlo ora a lavori pronti a partire non ha senso". 

"Se ne stanno sentendo di tutti i colori - è intervenuto da Fratelli d'Italia il consigliere e vicepresidente del Consiglio regionale Diego Petrucci - peccato che la verità sia una sola: la Regione non ha alcuna intenzione di intervenire perché all’interno della maggioranza di centrosinistra ci sono due partiti che hanno fatto del fotovoltaico e delle energie rinnovabili una bandiera e sono a favore del parco senza se e senza ma".

"Puntare il dito contro le amministrazioni comunali è troppo facile: chi può effettivamente intervenire sulla questione sono gli enti sovracomunali come le Regioni - ha concluso - ho presentato un’interrogazione per chiedere alla Regione se fosse disponibile a intervenire con una sua legge per regolare questa materia al fine di tutelare le culture e il nostro paesaggio. La politica si fa portando avanti azioni concrete".