Dai social al Consiglio comunale. Questa la traiettoria del caso della nuova moschea che, nei giorni scorsi, sarebbe stata aperta nella zona industriale ponsacchina. Condizionale d'obbligo, visto che per il momento non è ancora chiaro se il locale è effettivamente adibito al culto islamico e, nello specifico, per i componenti della comunità rom che si professano musulmani.
Fatto sta che a il gruppo consiliare Insieme Cambiamo Ponsacco, che alle scorse elezioni ha candidato Federico d'Anniballe, ha presentato un'interrogazione al sindaco Gabriele Gasperini e alla Giunta per fare chiarezza sulla vicenda.
"Nelle scorse ore, su segnalazione di alcuni cittadini, abbiamo fatto un sopralluogo - hanno spiegato dalla lista civica - e, in effetti, all’ingresso dell’immobile sono presenti scritte che indicano l’utilizzo degli spazi come luogo di preghiera e di culto islamici. In particolare, su un cartello è riportata la dicitura Romani Dzamija: espressione che, stando all’avviso stesso, significherebbe moschea rom e indicherebbe un punto di ritrovo per fedeli islamici di etnia romaní".
"Ma di tutto questo a Ponsacco nessuno sapeva nulla - hanno aggiunto - con l’interrogazione, chiediamo all’amministrazione comunale chiarimenti sull’apertura del centro, in particolare su quale preciso uso verrà fatto dell’immobile e se esso dispone di tutte le autorizzazioni urbanistiche e di agibilità che la legge richiede in base alla destinazione d’uso. L'apertura di un centro di preghiera in zona prettamente industriale e all’interno di un immobile artigianale non ci pare del tutto in linea con la destinazione d’uso: trasparenza e rispetto delle regole valgono per tutti".