"Che i lavori sul ponte fossero necessari lo sappiamo da anni. Nessuno mette in discussione la necessità di intervenire e di garantire sicurezza e funzionalità; ma una cosa è riconoscere che un’opera deve essere fatta, un’altra è chiedersi come sia stata gestita e se fosse possibile farlo diversamente". Così, Fratelli d'Italia Calcinaia interviene sulla situazione del ponte, sui lavori e "su quel disagio - hanno detto - che ormai sembra senza fine".
Secondo il gruppo d'opposizione il loro ruolo è quello di "non puntare il dito a prescindere, ma fare domande, chiedere chiarezza e provare a capire se, accanto alla soluzione tecnica, si sia cercata anche quella più sostenibile per i cittadini. E le domande . hanno aggiunto - oggi, sono diverse. Una maggiore supervisione avrebbe potuto evitare che alcuni interventi dovessero essere rifatti, costringendo oggi tutti a pagarne il prezzo in termini di tempo e disagi alla viabilità?"
FdI non mette in discussione la buona fede, "ma la buona fede, da sola, non risolve gli ingorghi e non accorcia le code. Quello che oggi i cittadini si trovano ad affrontare - hanno sottolineato - è un disagio enorme, la chiusura del ponte per un anno. Un altro anno. Un’altra chiusura. Un altro pezzo di vita quotidiana complicato per chi deve andare al lavoro, accompagnare i figli, spostarsi, svolgere semplicemente le proprie attività. A questo punto non sarebbe almeno il caso di valutare nuovamente la possibilità di una viabilità a senso unico circolare, come già sperimentato durante la precedente chiusura per la realizzazione del lotto due? Non stiamo dicendo che sarebbe la soluzione perfetta. Probabilmente comporterebbe tempi di percorrenza più lunghi e qualche inevitabile rallentamento; ma potrebbe consentire di mantenere comunque una certa fluidità del traffico, evitando che la chiusura totale trasformi ogni spostamento in una piccola odissea".
I lavori insomma devono essere fatti, ma anche i cittadini devono poter vivere. "Non chiediamo miracoli. Chiediamo - hanno concluso - di valutare tutte le alternative possibili, di spiegare con chiarezza le scelte fatte e, soprattutto, di dimostrare che il disagio dei cittadini è stato considerato una priorità tanto quanto la realizzazione dell’opera".