Attualità

Rifiuti abbandonati, sulle strade discariche a cielo aperto

Materassi, mobili e anche elettrodomestici. L'assessore all'ambiente, "le telecamere da sole non bastano. Al via un percorso di sensibilizzazione"

Materassi abbandonati lungo le strade, mobili lasciati nelle aiuole e anche frigoriferi e docce portati.

Con l'estate torna in maniera prepotente il fenomeno dell’abbandono di materiali ingombranti oltre a quello dei rifiuti e dei classici sacchi della spazzatura, trasformando alcune zone, più di altre, in mini discariche a cielo aperto. Elettrodomestici, cassettiere e armadi o librerie fatti a pezzi che le persone decidono di gettare. E spesso di lasciare sui marciapiedi, senza contattare il numero verde Geofor che ritira questa tipologia di rifiuti su appuntamento.

Così periodicamente i cittadini segnalano, anche attraverso i social, il degrado urbano e si sommano le perplessità su questi atteggiamenti di non curanza e sui conseguenti problemi igienici e sociali.

Una situazione che va avanti da settimane dove, più frequentemente nelle vie vicine al centralissimo corso Matteotti, nel quartiere dei Villaggi ma anche in quello della stazione, compare agli incroci, sugli angoli dei marciapiedi, appoggiati alle pareti dei condomini un po' di tutto. In rare occasioni il cartello che indica il passaggio della Geofor c'è e il materiale è stato collocato fuori solamente con un po' di anticipo rispetto all'orario concordato di ritiro ma, più spesso, i mobili in disuso restano giorni nella stessa posizione finché qualche residente non segnala.

E la questione è complessa. Non solo perché le telecamere da sole non bastano ma anche perché spesso non è poi così difficile aggirarle. "Può sembrare semplice e immediato - ha spiegato l'assessore all'ambiente Alessandro Puccinelli, facendo il punto su un percorso iniziato tempo fa con la collaborazione della polizia municipale - fare una fotografia ed elevare sanzioni ma è necessario invece un lavoro importante per rispettare tutte le norme relative alla privacy. Le telamere possono fare da deterrente insomma ma non sono la soluzione. Fra l'altro devono essere collocate in aree pubbliche e la gente le nota".

Qualcuna infatti è stata anche danneggiata. Così l'ambito su cui intervenire diventa piuttosto delicato. "Senza dimenticare - ha aggiunto - che c’è anche un costo per l’ambiente e c’è un costo per i cittadini perché poi gli smaltimenti vanno ad influire sulla Tari e quindi sulle tasche dei pontederesi. Dobbiamo insomma impegnarci di più nel sensibilizzare e dare a tutti, pure a chi si è stabilito da poco in città, le informazioni corrette. Stiamo pensando di attivare un percorso comunicativo e di attenzione, appoggiandoci anche alle associazioni e alle realtà del terzo settore per raggiungere in maniera capillare più persone possibili. Intanto ne sto parlando alle riunioni delle Consulte. Sono già stato in quella dei Villaggi, a breve sarò a La Rotta. Perché l'impegno deve essere comune, non si può scaricare sull'amministrazione comunale una debolezza della comunità. Se manca il senso civico è una battaglia già persa in partenza. Se non c'è aiuto dei cittadini le eccezioni diventano la regola e finisce che possiamo solo tamponare il fenomeno, mai risolverlo".