Si chiamava Tufo e aveva solo quattro anni. È morto, dopo ore di agonia. "È il cane di mia figlia. L'abbiamo trovato in coma e la corsa dal veterinario è stata inutile. Ha ingerito qualcosa di tossico", ha raccontato Antonella Galletti.
Il giovane lagotto era stato fuori con la padrona e aveva fatto la solita passeggiata. Da via Mazzini al parco Bella di Mai e davanti a piazza della Concordia, nelle aiuole e sull'argine intorno al piazzale dell'ex Superal. "Poi l'abbiamo lasciato in casa e quando - ha aggiunto - dopo poche ore siamo tornate era in uno stato di coma. Portato d'urgenza dal veterinario, non c'è stato purtroppo niente da fare. Il dottore ci ha confermato che si è trattato di una sostanza tossica. Pensiamo l'abbia trovata e magiata incautamente lungo il tragitto". Per parlare di veleno e averne la conferma ufficiale servirebbe l'autopsia ma la tempestività e le modalità del decesso fanno pensare a un avvelenamento vero e proprio.
Così la famiglia di Tufo ha voluto rendere pubblico l'accaduto affinché nessun altro cane debba andare incontro allo stesso tragico destino. Ed è scattato l'allarme tramite i social. "Volevamo avvisare tutti i proprietari di cani - hanno scritto - che nella zona centrale di Pontedera, nel parco e sull'argine intorno al bar Fantozzi è stato sparso qualcosa di velenoso. Vi preghiamo di prestare la massima attenzione per evitare altre tragedie. Se possibile stare lontano da quell'area e tenere i cani al guinzaglio corto".
Le stesse precauzioni le suggerisce anche Rossella Prosperi, fondatrice dell'associazione Amici animali a 4 zampe che gestisce il canile e il gattile de La Valle Incantata a Lajatico. "È un periodo difficile - ha detto - perché ci sono diverse problematiche che riguardano i maltrattamenti sugli animali, soprattutto i gatti. Stiamo verificando la situazione ma non è la prima volta che riscontriamo segnalazioni di bocconi avvelanati. Raccomando ai proprietari l'utilizzo del guinzaglio che permette di controllare meglio e da vicino se i cani ingeriscano qualcosa di dubbia provenienza. Alla base di questi gesti terribili c'è sempre però una scarsa educazione al rispetto nei confronti degli animali. Speriamo che le nuove generazioni possano avere una sensibilità maggiore".
Al momento alla Polizia Municipale non risultano esposti ma il dirigente Francesco Frutti si è già attivato per disporre servizi in zona e aumentare gli accertamenti del caso.