Famiglie che non ce la fanno a pagare l’affitto, in alcuni casi a rischio sfratto, ma anche pochi appartamenti vuoti, il blocco del mercato immobiliare libero e canoni di locazione alle stelle. Facce della stessa medaglia di un'emergenza casa che bussa alla porta di sempre più pontederesi.
Con le difficoltà che ruotano intorno alla ricerca costate di un’abitazione stabile, che nascondono storie di disoccupazione e precarizzazione, di vulnerabilità, ed evidenziano delle fragilità che accomunano centinaia di persone. Perché se da una parte c’è chi una casa non può proprio permettersela, c’è pure un’ampia fascia di cittadini che il lavoro magari ce l’hanno ma a tempo determinato oppure sono costretti a utilizzare quell’unico stipendio che entra in famiglia per pagare 700-800 euro di canone mensile.
“Garantire una casa ai giovani, agli anziani e alle famiglie, utilizzare e rigenerare spazi già costruiti e concepire l'abitare come un diritto ovviamente ma anche come uno stare insieme sono aspetti necessari per costruire una società giusta e un futuro comune. Le amministrazioni sono chiamate per prime a rispondere a queste necessità”. Così Eleonora Pini, neo assessora alle Politiche abitative di Palazzo Stefanelli fa il punto su numeri e sulle priorità che sta portando avanti nei primi sei mesi del suo nuovo mandato, che lei stessa definisce "complessi ma stimolanti".
Con un piano d'azione che corre su due binari paralleli. Da una parte, le oltre 200 domande arrivate per ottenere i contributi a integrazione dei canoni di locazione, cui il Comune risponde mettendo in campo 93mila euro di risorse, con una copertura che si amplia e compre più fasce di reddito; dall’altra, le case popolari.
“Su questo fronte - ha aggiunto Pini - stiamo concludendo le pratiche per la ripubblicazione del bando relativo alle case popolari: sono 300 i nuclei familiari in attesa di un tetto sopra la testa. Il nostro patrimonio immobiliare poi è limitato numericamente e in diversi casi c’è bisogno di intervenire strutturalmente”.
Così, parallelamente l’amministrazione sta tracciando anche altri percorsi. “Intanto - ha sottolineato l’assessora - stiamo aggiornando il bando di mobilità che permetterà agli assegnatari di richiedere il cambio di casa e, nello stesso tempo, la situazione dei 1.500 assegnatari. Poi vogliamo scommettere su un nuovo progetto di socialità. L’idea è quella di andare direttamente sul posto, nei condomini e parlare con le persone per accogliere le loro segnalazioni e intervenire in maniera tempestiva per risolvere i piccoli problemi, così da evitare anche si ingigantiscano”.
Un modo insomma per farsi conoscere e annullare le distanze tra il palazzo comunale e la gente. “Andare incontro alle fasce più deboli, con presenza e pianificazione è l’obiettivo che ci siamo dati”, ha concluso Pini.