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Agli studenti del Marconi il premio Giovani Astronomi

Due studenti e tre studentesse dell'istituto pontederese hanno ottenuto il primo posto al concorso nazionale: "Merito anche del professor Robino"

L'Iti "Marconi" di Pontedera

La terza edizione del concorso nazionale "Giovani astronomi al Telescopio nazionale Galileo" premia l'iti "Marconi" di Pontedera. Sono infatti due studenti e tre studentesse delle classi quarte dell'indirizzo Scienze applicate a essersi aggiudicati il primo posto di un concorso molto competitivo, aggiudicandosi come riconoscimento due notti di osservazione proprio al Telescopio nazionale Galileo.

Con uno specchio di 3,6 metri di diametro, il Telescopio Galileo è, a oggi, il telescopio più grande completamente di proprietà italiana: l'ente gestore è l'Istituto Nazionale di Astrofisica. Lo strumento non si trova in Italia, bensì a Roque de los Muchacos alla Palma, nelle Isole Canarie, dove le condizioni meteorologiche e climatiche sono tra le più favorevoli al mondo per l'astronomia ottica.

Il team del "Marconi", coordinato dal professor Eduardo Rossi, ha presentato come proposta il progetto dal titolo "Ma le galassie sognano materia oscura? Osservazioni e narrazioni per avvicinare l’astronomia ai banchi di scuola": l'obiettivo è quello di ripercorrere lo studio della materia oscura tramite le anomalie delle curve di rotazione in galassie a spirale. Il progetto è risultato vincente perché ha unito contenuti di fisica del quarto anno, elementi di coding (Python, metodi Montecarlo e inversioni) e soprattutto una restituzione su larga scala che prevede di ripercorrere e narrare le orme della grande astronoma Vera Cooper Rubin.

"Desideriamo esprimere il nostro più sincero ringraziamento alla commissione esaminatrice, alla Società Astronomica Italiana e all’Istituto Nazionale di Astrofisica per aver premiato il nostro progetto - hanno detto dall'istituto - poter collaborare con i ricercatori di uno dei telescopi più avanzati al mondo rappresenta per i nostri studenti un’opportunità formativa senza precedenti, in piena sintonia col credo del learning by doing alla base dei principi fondanti del nostro istituto. Sentiamo qui di dover ringraziare con affetto soprattutto chi questa visione ha saputo darla e incentivarla: il nostro amato e compianto dirigente Pierluigi Mario Robino. In questa avventura astronomica c’è molto del suo amore per gli studenti, della sua azione per una scuola innovativa e coraggiosa".