"Voglio fare l'astronauta!". Un sogno che resiste e che non passa mai di moda. E che tutti, da piccoli, vorrebbero vivere da vicino. All'istituto comprensivo "Gandhi" si sono organizzati e gli studenti delle classi terze e quarte delle elementari e quelli di terza media sono stati protagonisti di "un'escursione spaziale". Dall’atrio della scuola nel quartiere di Fuori del Ponte alla Stazione spaziale internazionale è stato un attimo, grazie alla collaborazione con l’Associazione Radioamatori di Pontedera.
Tra le stelle, Sophie Adenot, l'astronauta francese dell'Agenzia spaziale europea, che da Febbraio si trova a bordo della Stazione spaziale internazionale, in orbita attorno alla Terra a circa 400 chilometri di altezza, ha risposto alle loro domande. "My name is Arianna", si è presentata la prima alunna che, grembiule azzurro e microfono in mano, ha rotto il ghiaccio in inglese chiedendo all’astronauta come vive nello spazio, che cosa mangia, quali sono le sue emozioni. Poi è toccato a Giorgia e a tanti altri studenti della primaria Oltrera e della primaria "Margherita Hack" dell Romito, che si sono alternati con quelli della scuola D’Annunzio di Lanciano, vicino a Chieti che facevano da base radio per il collegamento. L’istituto pontederese e quello abruzzese sono state gli unici due prescelti tra le centinaia di richieste di collegamento.
Del resto, il progetto parte da lontano e l’iniziativa è stata il momento culminante del percorso didattico "Per aspera ad astra: la vita di un astronauta", che ha coinvolto gli alunni in attività interdisciplinari tra scienze, tecnologia e comunicazione, permettendo loro di avvicinarsi a queste discipline e di approfondire il tema della vita nello spazio. "Con i ragazzi – ha spiegato la responsabile del progetto, la maestra Raffaela Basile - abbiamo lavorato tanto su questi argomenti. L’idea poi è arrivata da un genitore che fa parte dei radioamatori e che ci ha illustrato il programma a cui noi abbiamo aderito con entusiasmo".
A tradurre invece le risposte di Adenot alcuni studenti delle classi terze della scuola media, che coordinati dal professor Sonny Wyburgh, al termine del collegamento hanno riassunto le informazioni. La giovane navigatrice spaziale, con i lunghi capelli che fluttuavano in assenza di gravità, impressa nel maxi schermo, sotto gli occhi stupiti dei bambini ha raccontato di aver sempre voluto fare l’astronauta. "La parte più difficile - ha detto - sono le missioni fuori dalla navicella spaziale. La forza della partenza del razzo è uguale alle patatine fritte che scoppiettano e la cosa più bella che ho visto da qua è una montagna a forma di cuore".
Presenti e incuriositi quasi quanto gli studenti, la preside dell’istituto Anna Romano, l’assessore alla Cultura Francesco Mori, il presidente del Consiglio comunale Marco Salvadori, i radioamatori e il sindaco Matteo Franconi. “È un orgoglio per Pontedera - ha concluso quest'ultimo - avere scuole che propongano, lavorino e prendano parte a esperienze come questa. C’è un po’ di emozione anche da parte mia e ringrazio davvero tutti coloro, dall’Associazione Radioamatori ai docenti e ai ragazzi dell’istituto per questa occasione".