Politica

Andreoli, "Un gran pasticcio in Consiglio comunale"

Il presidente di Presidio Civico accusa l'amministrazione di smentire il Piano operativo e il gruppo di Fratelli d'Italia di non essersi opposto

La sala consiliare del Comune di Pontedera

Mentre l'amministrazione smentisce il suo stesso Piano operativo comunale, l'opposizione di Fratelli d'Italia mette in scena un pasticcio. È questa la doppia accusa lanciata da Alberto Andreoli, presidente dell'associazione Presidio Civico ed ex consigliere comunale, dopo l'ultima seduta dell'assemblea.

Innanzitutto, Andreoli ha puntato il dito contro una mossa dell'amministrazione comunale che, a suo avviso, svela una grande contraddizione. Soprattutto dopo l'approvazione della variazione di bilancio, necessaria per aver accertato l'entrata di fondi pubblici per compensare i danni prodotti da eventi climatici estremi stanziati dalla Regione.

"A seguito della manifestazione di interesse di un soggetto privato che opera nella zona di Gello - ha spiegato Andreoli . il Comune, contrariamente agli obiettivi prefissati nel Piano operativo in corso di approvazione, volti al contenimento del consumo di suolo per contrastare il fenomeno del cambiamento climatico, anziché destinare un terreno di 9.250 metri quadrati alla piantumazione di alberi, anche per mitigare gli effetti della presenza della discarica, decide di cederlo al prezzo stimato di 298.500 euro allo stesso privato, che potrà cosi destinarlo alla propria attività".

"Paradossalmente - ha aggiunto - il Consiglio comunale approva una variazione di bilancio per incamerare soldi pubblici da spendere per riparare i danni provocati dal cambiamento climatico e prosegue nella politica che lo favorisce, ovvero dismettere il verde pubblico per consumare altro suolo vergine".

Quindi, ecco la stilettata alla minoranza di Fratelli d'Italia, rea di non aver fatto saltare il voto. "Dopo due anni ancora non hanno imparato il regolamento di funzionamento del Consiglio comunale - ha spiegato - due consiglieri di Fratelli d'Italia si assentano dall'aula al momento del voto mentre i consiglieri Stella e Quercetani restano al loro posto. Lo scopo probabilmente è quello di far saltare il numero legale per non consentire il voto, tanto è vero che il consigliere Stella ha preso subito la parola e ha chiesto alla segretaria generale di verificare se vi siano le condizioni per poter procedere alla votazione".

A quel punto, però, con la presenza dei due consiglieri, il numero dei consiglieri presenti era di dieci, ovvero sufficiente a procedere. "Se i consiglieri Stella e Quercetani si fossero alzati e fossero usciti dall'aula sarebbe mancato il numero legale, ma non l'hanno fatto - ha concluso - delle due l'una: o i consiglieri non hanno ancora capito come funziona il meccanismo, oppure restare è stata una precisa scelta, che però evidenzia una mancanza di allineamento politico tra il capogruppo e i suoi consiglieri. Sta di fatto che la proposta per la cessione dell'area a verde è passata grazie anche al pasticcio della minoranza".