"Rispondo ad alcuni consigliere comunali di opposizione che stanno muovendo un attacco nei confronti di Presidio Civico colpevole di essersi inserito nel dibattito pubblico cittadino su alcuni temi oggetto di discussione nei vari Consigli comunale, dall'approvazione del Piano operativo (Poc) alla Tari". Così Alberto Andreoli, ex candidato sindaco alle passate elezioni e presidente di Presidio Civico, con un video sui social, fa chiarezza.
"L'assioma sul quale poggia l'accusa è che siccome sono stati eletti in Consiglio, solo a loro spetta il monopolio della politica attiva pontederese mentre i cittadini non eletti non hanno questa prerogativa. Questa affermazione - ha proseguito - si basa sul dato che, dal momento che Presidio Civico non è stato eletto nel 2024 questo progetto è fallito e morto. E invece Presidio Civico è vivo e vegeto e voglio smontare queste affermazioni che partono in primis dall'ignoranza della normativa vigente".
Andreli ha spiegato insomma, a colpi di diritto, i compiti e le responsabilità del ruolo di consigliere comunale. "Il consigliere comunale - ha detto - non ha l'esclusiva sugli argomenti della comunità. È un amministratore che esercita una forma di controllo e sindacato politico amministrativo ispettivo nei confronti dell'amministrazione. Può presentare accesso agli atti, interrogazioni, mozioni e ordini del giorno. Ha l'esclusiva solo su questi strumenti di partecipazione ma i consiglieri comunali di minoranza hanno dimostrato di non saperli utilizzare e di non aver capito che cosa siano. La differenza tra la mozione e l'ordine del giorno, tanto per fare un esempio, è stata spiegata addirittura nell'ultima seduta dal segretario generale, figura all'apice del settore amministrativo".
Poi, secondo il rappresentante di Presidio Civico, "le affermazioni di questi consiglieri cozzano contro la realtà. Anche le raccolte firme promosse non si sono mai tradotte in mozioni. I cittadini, per far valere la loro voce - ha aggiunto - sono costretti ad associarsi in comitati spontanei. Una volta organizzati in autonomia i consiglieri della minoranza si presentano alle riunioni per mettere una bandierina e raccogliere frutti di iniziative che non hanno minimamente contribuito a mettere in piedi. Tutto questo dimostra che i consiglieri di minoranza hanno un concetto di democrazia partecipata a geometrie alterne, nel senso che quando i cittadini fanno comodo la partecipazione è gradita. Quando invece muovono delle critiche al loro modo di portare avanti l'opposizione allora solo loro possono parlare".