Politica

Approvato il Poc, "Serve uno sguardo lungo"

Via libera dal Consiglio comunale al documento adottato nel 2025. FdI e Pontedera A Sinistra contrari: "Si tenga conto delle richieste dei cittadini"

Come cambia Pontedera nei prossimi anni. Nel Piano operativo comunale (Poc), approvato dal Consiglio comunale di oggi pomeriggio, lunedì 15 Giugno, con 10 voti favorevoli della maggioranza e sei contrari, quelli di Pontedera a Sinistra e Fratelli d’Italia, dopo quasi un anno dall'adozione e dopo le modifiche pervenute in questo periodo, l’amministrazione comunale ritorna sul futuro della città. Tenendo fede agli originari tre principi di base: la riduzione del consumo di suolo, il recupero del patrimonio edilizio esistente, attraverso rigenerazione urbana e perequazione urbanistica, e tutela del sistema ambientale, attraverso corridoi infrastrutturali "verdi" e riforestazione urbana.

"In questo tempo - ha spiegato il sindaco Matteo Franconi - abbiamo apportato delle modifiche, valutando i dieci contributi della Valutazione ambientale strategica, le 131 osservazioni private e le otto pervenute da aziende ed enti istituzionali. Abbiamo respinto le richieste che riguardavano nuove proposte di edificazione, accogliendo quelle dei proprietari di ridurre le previsioni di consumo di suolo già previste nel regolamento urbanistico precedente e che in fase di adozione del Poc erano state confermate e quelle per la promozione e il rafforzamento delle infrastrutture dell’attività agricola e agrituristica nel territorio rurale". 

In totale, sono 17 le aree oggetto di adozione e riadozione a seguito di accoglimento totale o parziale di osservazioni e contributi. Con il sindaco che snocciola qualche esempio. “Penso - ha detto - alla previsione di perequazione urbanistica al Villaggio scolastico che viene trasferita nell’area del quartiere Fuori del Ponte. Spostiamo insomma volumi da una zona all’altra, con due vantaggi: si libera il quadrante del Villaggio scolastico lasciando l’area a disposizione per il verde, parcheggi, e consentiremo la messa in sicurezza permanente dell’area ex Mansider".

Stesso meccanismo riguarda la capacità edificatoria dell’ex Ipsia, che viene trasferita nella zona di Pontedera ovest dove la previsione degli insediamenti dei precedenti strumenti urbanistici era rimasta incompiuta. "Così andremo a liberare il centro città per finalità ancora di carattere pubblico, aree a verde e parcheggi. Anche alla Borra - ha aggiunto - è stata ridotta la previsione di edificazione di 6 ettari, equivalenti a 8 campi sportivi. Per la zona industriale Gello, resta il corridoio infrastrutturale per il collegamento con via Lavaiano e adeguamento stradale con la nuova rotatoria. Il minor costo delle urbanizzazioni primarie da realizzare al servizio del comparto consentirà di liberare risorse per procedere al piano delle asfaltature". 

Un focus insomma sulla riduzione del consumo di suolo. "Il Poc - ha ripetuto più volte Franconi - prevede rispetto alle previsioni del regolamento urbanistico una riduzione pari a circa 180 ettari, equivalenti a circa 257 campi di calcio. Un piano che, oltre alla riduzione di suolo, non rinuncia allo sviluppo della città che comunque guarda al lavoro, alla Darsena europa, all'attenzione sugli interventi alla FiPiLi. Il tratto che noi chiedevamo sarà tra i primi ad essere interessato dalla terza corsia".

Le osservazioni e i contributi sono stati oggetto d’esame e di valutazione puntuale da parte della Commissione consiliare Ambiente e Assetto del territorio in ben sette sedute. Ora il percorso sarà ancora oggetto di osservazioni per i prossimi 60 giorni, poi sarà trasmesso alla Regione al fine di richiedere la convocazione della Conferenza paesaggistica. Tutti gli elaborati saranno infine oggetto di approvazione definitiva.

Ma l'approvazione del Poc non passa indenne dal fuoco incrociato dell'opposizione, che non ci sta. “Il nostro voto contrario - ha sottolineato il capogruppo di Fratelli d'Italia Matteo Bagnoli -  non è un voto contro lo sviluppo di Pontedera. Al contrario, crediamo che la città debba crescere, attrarre investimenti, recuperare aree degradate e rafforzare il proprio ruolo produttivo e commerciale. Ma crescere non significa semplicemente costruire di più. Significa programmare meglio, individuare priorità chiare e garantire che ogni trasformazione sia sostenibile dal punto di vista ambientale, infrastrutturale e sociale".

La querelle riguarda soprattutto la rigenerazione urbana. "Lo stesso contributo della Regione - ha proseguito - evidenzia come molte previsioni derivino dal precedente Regolamento urbanistico, alle quali se ne aggiungono di nuove, con un conseguente incremento del consumo di suolo. A questo si sommano criticità segnalate sotto il profilo idraulico, idrico, della gestione del verde e della mobilità.”

Uno dei temi affrontati in maniera bipartisan da FdI e Pontedera a Sinistra riguarda la presa di posizione di numerosi cittadini sul Parco Bellaria e sul Noceto. "Se il Piano richiama concetti come quello della qualità ambientale, allora il primo obiettivo dovrebbe essere valorizzare e preservare il patrimonio verde già esistente", ha ribadito Bagnoli.

Considerazioni poi anche sulla questione dei trasporti, della logistica e dei maxi poli commerciali, come quello davanti ai cimiteri e quello nell'area del Chiesino. "Il Piano - ha specificato Bagnoli - apre alla realizzazione di nuove funzioni nell’area di Gello e Pontedera-Gello: una scelta che può avere una valenza strategica, ma solo se accompagnata da infrastrutture adeguate, mitigazioni ambientali e una valutazione seria dell’impatto sulla viabilità e sul traffico pesante. L’accesso alla FiPiLi attraverso lo svincolo di Ponsacco presenta infine problematiche note a tutti e mai risolte". 

E Denise Ciampi di Pontedera A Sinistra puntualizza sulle previsioni commerciali delle grandi zone. "Si punta molto sulla valorizzazione del Centro commerciale naturale quando stiamo assistendo - ha inisistito - a edificazione del McDonald's, al nuovo supermercato e al polo al Chiesino. Questo Poc è composto di previsioni generiche che ripropongono quelle del vecchio piano regolatore senza norme di priorità. Lo stesso Arpat dice che mancano informazioni di dettaglio. Manca una precisazione del verde specifico. Nonostante il suolo non urbanizzato sia un obiettivo, nei fatti non pare sia considerato".