"Un piccolo gesto, un grande significato: indossare un camice vuol dire scegliere di esserci". Così la presidente di Avo, sezione di Pontedera, Genny Sollazzi ha raccontato il senso dell'iniziativa che si è tenuta nei locali delle ex scuderie di Villa Crastan dove i volontari dell'associazione, che qualche mese fa ha festeggiato mezzo secolo di dedizione ai più fragili, nelle corsie dei reparti ma anche nelle residenze sanitarie assistite e a contatto con i più piccoli, negli asili e in comunità, si sono ritrovati per parlare dei progetti in partenza e di quelli futuri.
Ma soprattutto per accogliere i nuovi ingressi. Altre 20 persone che hanno deciso di svolgere servizio tra chi ha più bisogno. "Più siamo - ha sintetizzato Sollazzi - più possiamo fare. Questi nuovi volontari sono speciali, ricchi di voglia di aiutare, con alle spalle tante esperienze: ètata una serata piena di gioia. Questo nuovo consiglio ha cura e attenzione e i risultati davvero si vedono".
Una festa di benvenuto insomma per omaggiare una realtà presente in ogni regione della Penisola dal 1967, apolitica, aconfessionale, indipendente e pronta a cogliere i bisogni del territorio. Un farmaco contro la solitudine, somministrato nella reciprocità dell'amore. "In città - ha ricordato - siamo nati nel 1987 e oggi, superate le restrizioni del Covid siamo più numerosi e vivaci che mai nel seminare solidarietà negli ospedali, nelle residenze sanitarie assistite e in comunità con donazioni e collaborazioni a sostegno di situazioni di disagio e di difficoltà".
L'Avo di Pontedera conta più di 60 volontari che entrano nei reparti di ortopedia, chirurgia e medicina, tutti i giorni, compreso il sabato mattina, offrendo ai pazienti ma anche ai loro familiari un appoggio emotivo, un sorriso e tanto ascolto.
All'incontro erano presenti Marco Cioni per la Fondazione Charlie, la vicesindaca Carla Cocilova, e per l'ospedale "Lotti" la dottoressa Sara Civitelli e il dottor Davide Traballoni e tante altre realtà associative. "L'essere umano è sfaccettato. I momenti di debolezza sono tanti e vorremmo cercare - ha concluso la presidente - di collaborare e lavorare in sinergia".