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"Basta sacrifici sempre e solo per i lavoratori"

La denuncia dell'Usb, "Così non possiamo andare avanti. Lo stabilimento di Pontedera rischia di diventare una fabbrica vuota, senza prospettiva"

"Pontedera, città simbolo della produzione industriale, rischia di diventare esattamente il contrario: una fabbrica svuotata, precarizzata, senza prospettiva. Un fantasma di ciò che è stata". È la denuncia che arriva dalla rappresentanza sindacale dell'Usb Piaggio che ha sottolineato come dopo oltre quattro mesi di contratto di solidarietà, "i lavoratori dello stabilimento tornano nei reparti con un’unica certezza: aver pagato ancora una volta il prezzo più alto. Per mesi centinaia di lavoratori hanno vissuto con stipendi ridotti al 65%, in una condizione già resa insostenibile da salari fermi da trent’anni e da un’inflazione che continua a erodere il potere d’acquisto. Una vera e propria emergenza sociale scaricata interamente sulle spalle di chi lavora".

Ma ad allarmare il sindacato non è solo questa parentesi ma anche la sorpresa che hanno trovato al rientro. "Dopo pochi giorni - hanno proseguito dall'Usb - sono entrati in stabilimento circa 270 lavoratori a tempo determinato, assunti per pochi mesi. Un’operazione resa possibile da un accordo di prossimità, firmato ancora una volta da Fim e Uilm, senza reali garanzie né per i lavoratori stabili né per i precari. Un accordo che parla di “prelazione” per circa 60 lavoratori, ma che nei fatti si traduce in appena 13 possibili stabilizzazioni. Una presa in giro. Nel frattempo, dentro lo stabilimento si consumano ingiustizie evidenti: lavoratori con anni di esperienza lasciati fuori, mentre altri nuovi vengono chiamati. Nessuna trasparenza, nessun criterio equo. Solo arbitrarietà".

Una guerra tra poveri, secondo l'Rsu, a cui si aggiunge "una procedura di mobilità volontaria per circa 80 lavoratori firmata da Fim Fiom e Uilm. Ed è ancora in vigore un contratto di solidarietà per impiegati e indiretti. Altro che “solidarietà”. Questa è una gestione scientifica del ridimensionamento, costruita pezzo dopo pezzo con la complicità di chi firma tutto senza mai pretendere garanzie reali. La direzione Piaggio continua a parlare di crisi, di mercato, di costi. Ma i bilanci raccontano altro: nessun vero investimento sullo stabilimento di Pontedera, nessuna visione industriale, nessuna
prospettiva di rilancio. E intanto si chiede ai lavoratori di stringere la cinghia". 

E la denuncia si allarga. "Come Rsu Usb diciamo chiaramente che così non si può andare avanti. Quello che sta accadendo a Pontedera - hanno concluso - non è solo il risultato delle scelte aziendali, ma il frutto di un sistema di complicità che tiene insieme dirigenza, pezzi del sindacato e una politica completamente assente o, peggio, servile. Da anni assistiamo al silenzio assordante delle istituzioni locali e regionali, che si ricordano della Piaggio e dei suoi lavoratori solo quando c’è da fare passerelle o raccogliere voti. Per il resto, nulla. Nessuna presa di posizione reale. Nessuna pressione sull’azienda. Nessuna difesa concreta dell’occupazione. Ma se qualcuno pensa che i lavoratori continueranno a subire in silenzio, si sbaglia. Per noi è importante costruire opposizione, conflitto e organizzazione reale, dentro e fuori la fabbrica".