Ormai da tradizione si è svolta al Museo Piaggio la premiazione per il 42esimo Certamen in Ponticulo Herae, il concorso di traduzione dal latino che, per questa edizione, ha visto la partecipazione di 195 studenti e studentesse.
Alla mattinata hanno preso parte i vertici della sezione pontederese dell'Associazione Italiana di Cultura Classica, che organizza l'evento, rappresentanti istituzionali e di varie realtà culturali del territorio. "Un appuntamento fisso per Pontedera che mette al centro la cultura classica e che, ogni anno, raduna un gran numero di studenti - ha detto Francesco Mori, assessore alla Cultura - siamo arrivati all'edizione numero 42: una storia importante, che combacia con quella della sezione pontederese dell'Associazione Italiana di Cultura Classica e che si inserisce in un contesto culturale cittadino che ha messo radici negli anni scorsi, sviluppandosi e lasciando eredità importanti".
In totale, sono stati 32 i premi consegnati, suddivisi nelle tre sezioni classico, scientifico, linguistico e delle scienze umane e il Coronarium per gli studenti dell'ultimo anno del classico.
Nella sezione dei licei scientifici primo posto per Daniele Pardini del "Dini" di Pisa, davanti a due alunni del "Buonarroti", sempre di Pisa: Anna Pisaniello e Ludovica Gilioli. Per i licei linguistici e delle scienze umane, primi due posti per il "Copernico" di Prato, con Francesca Crescioli ed Elena Ancillotti e terzo posto per il "Gobetti-Volta" di Bagno a Ripoli con Gaia Ferrari. Tra i licei classici, invece, affermazione di Carlo Rocchi, del "Virgilio" di Empoli, davanti ad Alice Sarti del "Cicognini-Rodari" di Prato e Giada Landini del "Forteguerri" di Pistoia.
In contemporanea al Certamen si è svolto anche il Certamen Coronarium, riservato agli alunni dell'ultimo anno del liceo classico e in memoria di Beatrice Pelagagge, giovanissima studentessa del classico di Pontedera prematuramente scomparsa. Anche in questo caso è stato chiesto ai ragazzi di interpretare e commentare un passo di un autore latino. Al primo posto Pietro Filustrucchi, del "Galileo" di Firenze davanti a Giulio Viti, della stessa scuola e a Filippo Gabbriellini del "Galilei" di Pisa.