"Siamo davanti a una ciociara, nella maniera più dispregiativa". Lo stralcio dell'intervento del capogruppo del Partito Democratico in Consiglio comunale, Floriano Della Bella, era già stato denunciato nei giorni scorsi da Fratelli d'Italia. Ma a dare un'eco completamente diversa al caso politico è direttamente la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, che è intervenuta su Facebook.
Occorre fare un passo indietro. Durante l'ultima seduta del Consiglio comunale, Della Bella contestava l'uso fatto da Meloni del ritornello di Bella ciao, storpiato in "Bollo ciao", per celebrare l'abolizione del bollo auto da parte del Governo. "Mi sento offeso - aveva detto - perché è la canzone di chi ci ha liberati dal fascismo e dalla dittatura. E questa ci permette di prenderci in giro: è una vergogna".
Quindi, la conclusione che ha scatenato la polemica e la reazione della presidente del Consiglio. "In questi anni ho ricevuto epiteti di ogni tipo. Personali, sul mio fisico, sulla mia famiglia, sulle mie origini, ma oggi si cambia registro - ha scritto - un signore del Partito Democratico, tal Floriano Della Bella, ha detto in una seduta del Consiglio comunale di Pontedera che la Meloni è una ciociara, nella maniera più dispregiativa. E per questo è stato richiamato dal presidente dell’aula, altro esponente del Pd (Marco Salvadori, ndr), che ha chiesto di usare termini consoni al suo ruolo".
"Quindi, per questi signori essere ciociari è una vergogna e se lo dici a qualcuno equivale a insultarlo. Non solo: è addirittura un termine che non va pronunciato in un luogo istituzionale - ha concluso - mi spiace per loro, ma io non la penso così. E sono orgogliosa di essere definita ciociara. Perché la Ciociaria è uno dei territori più belli, antichi e straordinari della nostra Italia. Terra di papi e condottieri, di santi e artisti, di letterati e poeti. Cicerone, Caio Mario, Bonifacio VIII, San Tommaso d’Aquino, Marcello Mastroianni, Vittorio De Sica, Nino Manfredi e tanti altri uomini e donne che nel corso del tempo hanno fatto la nostra storia. Si riempiono la bocca di popolo, rispetto e coesione, ma poi insultano, in un colpo solo, quasi mezzo milione di italiani definendoli inferiori, ignoranti, cittadini di serie B. Ma a essere ignoranti sono solo loro".