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Dalla Zoli a Pelè, l'autografo per Fabio Innocenti

Il pallavolista, vice campione del mondo, incontrò all'aeroporto il più grande calciatore brasiliano: "Una persona squisita, conservo la sua firma"

Fabio Innocenti con la foto del suo incontro con Pelè

Le ultime notizie sullo stato di salute di Edson Arantes do Nascimento, conosciuto in tutto il mondo come Pelè, hanno fatto preoccupare i tifosi di ogni nazionalità. Un mito indiscusso, un idolo che ha fatto innamorare del calcio intere generazioni e che, ancora oggi, è ricordato come uno dei migliori calciatori del mondo, se non il migliore.

Alcuni, ultimi aggiornamenti fanno sperare nel meglio. E ricordare con ancor più nostalgia le sue gesta in campo, soprattutto per chi ha avuto modo di vederle, ma anche di incontrarlo, nei casi più fortunati. Come quello di Fabio Innocenti.

Uno dei simboli della pallavolo pontederese, ma anche italiana, Innocenti è uno che la storia dello sport lo ha scritta. Partito dalla formazione locale della Zoli Pallavolo, insieme agli altri compagni di squadra divenne uno dei "Giapponesi", che giocavano a pallavolo seguendo schemi e tattiche inedite.

Anni di successi incredibili e di una scalata folgorante, che portò anche tre di quei ragazzi in Nazionale: insieme a Innocenti, anche Alessandro Lazzeroni e Fabrizio Nassi. Con i quali, nel 1978, ai mondiali casalinghi in Italia, raggiunse la finale contro la corazzata dell'Unione Sovietica, ottenendo una storica medaglia d'argento.

Proprio l'anno dopo, nel 1979, l'incontro: all'aeroporto di San Paolo, spunta Pelè. "Eravamo in tournée da vice campioni del mondo tra Cuba e Brasile - ha ricordato Innocenti - stavamo aspettando l'aereo, quando all'improvviso ci trovammo davanti Pelè: fu un momento incredibile".

Il passaporto autografato da Pelè

"Un incontro del tutto casuale - ha aggiunto - ma nonostante lui fosse la stella assoluta del calcio, lo ricordo come una persona davvero squisita, disponibile e modesta, che si mise a parlare con noi come fosse un amico incontrato al bar".

E così, approfittando dell'incontro da una volta nella vita, Innocenti non solo si fece immortalare con Pelè in una diapositiva, come usava in quegli anni, ma si fece autografare il passaporto, che ancora oggi, su una delle sue pagine, riporta la firma del campione. O meglio, come si è firmato, "Do amigo Pelè", "Dall'amico Pelè".

Il dettaglio della firma di Pelè

"Nel villaggio olimpico, a Mosca, ricordo che capitò di mangiare fianco a fianco con il campione di pugilato Teófilo Stevenson o altri grandi atleti, ma l'emozione di incontrare Pelè è unica - ha proseguito Innocenti - ancora oggi, quando vado nelle scuole per promuovere la pallavolo, quando ne parlo tutti i bambini rimangono a bocca aperta".

Del resto, Innocenti, oggi è responsabile del settore giovanile dell'Era Volleyball Project, la formazione pontederese di pallavolo maschile che milita in Serie B. "Purtroppo si trovano pochi ragazzi che vogliono provare la pallavolo, spesso superata da altri sport - ha concluso - dipende da molti fattori, ma continuiamo a impegnarci per diffondere questo sport".