Deviare il corso del rio Rotina, evitare la zona abitata e prevenire il rischio di allagamenti ed esondazioni che, durante i periodi autunnali e invernali, espongono gli abitanti della frazionea pericoli e disagi. Sono questi gli obiettivi dell'intervento di messa in sicurezza idrogeologica di Santa Lucia che, dopo un percorso partito con la richiesta di contributi al Ministero dell'Interno nel 2023 si è concluso con il taglio del nastro di oggi, sabato 26 Settembre.
Finita insomma la complessa operazione che ha previsto la costruzione di nuovi argini, il rafforzamento dei punti più delicati e l'adeguamento degli attraversamenti con ponti e strutture prefabbricate.
“Il rio Rotina – ha spiegato l'assessore ai lavori pubblici di Palazzo Stefanelli Mattia Belli – entrava dentro alla frazione. L'intenzione è stata quella di spostare il tratto prima della curva a gomito e di trasferire la direzione verso i campi, realizzando un nuovo alveo che, durante la fase dei lavori ha reso anche necessario lo spostamento dei sottoservizi interessati. È un'opera strategica attesa da oltre 30 anni dalla frazione”.
Il nuovo tracciato porterà a una mitigazione del rischio alluvioni e permetterà un miglior deflusso delle acque superficiali raccolte dal reticolo idraulico esistente. Quindi un nuovo canale, ma molto più ampio del precedente, capace di tutelare l’intera area sud-ovest di Santa Lucia.
"In totale, si tratta di un lavoro cofinanziato dal Pnrr (Piano nazionale di ripresa e resilienza) per un valore complessivo di oltre un milione e 700mila euro. Ai 780mila euro del Pnrr abbiamo aggiunto risorse comunali, oltre 177mila euro quelle derivanti dall'alienazione di alcuni beni e oltre 300mila euro quelle derivanti dagli oneri di urbanizzazione legati all'estensione dell'attività della tenuta Castellani, con cui è stato siglato un protocollo per utilizzare tali proventi proprio per la messa in sicurezza del territorio. Ringrazio la famiglia Castellani per la collaborazione, la vecchia e la nuova consulta, gli uffici tecnici per il grande lavoro svolto”.
Ma il nuovo alveo sarà censito dal Genio civile, entrerà in quel patrimonio e andrà nella gestione diretta ordinaria e strordinaria del Consorzio di bonifica, presente fra l'altro con Maurizio Ventavoli, il presidente, all'inaugurazione e porterà altri vantaggi. Perché risolverà anche la questione della tassa regionale sul demanio idrico che aveva fatto penare non poco, soprattutto i residenti di via del Popolo. “Nel tempo – spiega Belli - la parte variabile dell'imposta era già stata azzerata. Rimaneva quella fissa. Ma con il cambiamento previsto, la portata diminuirà e il rio diventerà un fosso comunale non soggetto alla tassa”.
Nel corso dell'operazione è stato poi riportato alla luce un pozzo di epoca romana, la cui costruzione si colloca alla fine del primo secolo a. C. e che doveva far parte di un insediamento agricolo collocato nelle vicinanze.