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Dopo 7 mesi Ibrahima è tornato a casa

La storia del ragazzo rimasto bloccato in Marocco per un presunto passaporto falsificato, che gli è stato riconsegnato, si è conclusa a lieto fine

Ibrahima Ba

Dopo sette mesi lontano dalla propria famiglia e bloccato in Marocco, un Paese che non è il suo, Ibrahima è finalmente tornato a casa. La sua storia, che era stata denunciata su QUInews dal padre e dalla comunità senegalese di Pontedera, si è conclusa con un lieto fine, che non cancella comunque un periodo di tempo complicato per un ragazzo appena maggiorenne.

Il ragazzo, studente a Tolosa, città francese dove abita la madre, ma cittadino italiano e residente a Pontedera come il padre Aboubakar, nella città della Vespa da oltre vent'anni, è stato infatti bloccato all'aeroporto di Casablanca, in Marocco, dove le autorità lo avevano accusato di avere con sé un passaporto contraffatto

Una volta sequestrato il documento, è cominciata una lunghissima trafila burocratica, legale e persino diplomatica, con il Consolato italiano e quello senegalese che si sono attivati, forti anche della dichiarazione fornita dal Commissariato di Polizia pontederese, che aveva rilasciato il passaporto al ragazzo seguendo tutte le procedure del caso. Alla fine, dopo appunto sette mesi, a Ibrahima è stato riconsegnato il passaporto, sequestrato, a quanto pare, per "un mero errore".

Della vicenda, oltre all'ex sindaco Paolo Marconciniche aveva scritto una lettera al riguardo, si è interessato anche lo stesso Comune di Pontedera. "Grazie al lavoro diplomatico e alle rappresentanze consolari, con cui siamo stati in stretto contatto, siamo arrivati alla risoluzione di questa vicenda e non possiamo che ritenerci soddisfatti per il rientro a casa di Ibrahima", ha detto Carla Cocilova, vicesindaca di Pontedera. Anche il padre Aboubakar ha voluto ringraziare tutte le persone che si sono adoperate perché il figlio potesse far ritorno a casa.