Approvato all'unanimità dal Consiglio comunale di Pontedera l'aggiornamento del Piano comunale della Protezione civile, strumento necessario e indispensabile per affrontare le evoluzioni delle allerte, le emergenze e le criticità legate, soprattutto per la Valdera, ai rischi dell'alluvione e a quelli di frana.
"È stato un percorso lungo, partito alla fine del 2021 che ha coinvolto il mondo del volontariato, i nostri uffici, l'Anci e la Regione - ha spiegato l'assessore Mattia Belli - . Abbiamo adeguato, anche in base alle nuova normativa, un piano ormai datato, risalente a 15 anni fa".
E tra le novità, quelle che riguardano la comunicazione e il coinvolgimento della cittadinanza. "Possiamo già contare su alcuni strumenti - ha aggiunto Belli - come l'Alert System e i canali social ma abbiamo intenzione di introdurre l'App cittadino informato che conterrà anche il piano in modo che chiunque possa verificare le procedure da mettere in atto, e una nuova cartellonistica da installare nei quartieri e nelle varie zone pontederesi sulle modalità di gestione delle emergenze".
Così il piano, di oltre 300 pagine, dettaglia i rischi prevedibili e quelli imprevedibili, la composizione del Coc, le aree più o meno soggette a frane, alluvioni, incendi boschivi, i sottopassi allagabili e, tanto per citare alcune delle indicazioni contenute nel vademecum, le zone indicate dove la popolazione può recarsi in caso di calamità, dove sono previsti i ricoveri di emergenza e l'accoglienza di risorse, uomini e mezzi in aiuto.
Unica eccezione però, secondo Matteo Bagnoli, capogruppo di Fratelli d'Italia, fa riferimento all'episodio accaduto proprio in questi giorni, all'incendio all'EcoAcciai. "Nel piano - ha specificato - non è previsto un protocollo strutturato su casi di questo tipo. E non è la prima volta che sul territorio pontederese capitano eventi simili. Sarebbe utile invece lavorare affinché fosse inserito così come bisognerebbe pensare al monitoraggio della qualità dell'area. Se sono presenti indicatori per verificare lo stato della pioggia o il livello dei fiumi non vedo perché non potremo dotarci di questa strumentazione".
E se nel merito la volontà di approfondimento è corretta, dal momento che il piano prevede il rischio industriale, Belli ha risposto puntualizzando le competenze della Prefettura da una parte, della Regione dall'altra.