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Ex Crastan, "Come una nuova porta per la città"

Il progetto di rigenerazione urbana per lo stabilimento dell'ex industria del caffè porta con sé un'area pubblica e una rampa verso la Tosco Romagnola

Il cantiere nell'area dell'ex Crastan

Il cantiere, atteso da anni, si è aperto qualche mese fa. L'obiettivo è quello di riportare alla luce un angolo di Pontedera in cui si è fatta parte della storia della città: quello occupato dalla ex fabbrica Crastan di via Primo Maggio.

A curare il progetto è Andrea Mannocci, architetto di And Studio di Calcinaia, che trasformerà definitivamente uno stabile ormai abbandonato da tempo. "Abbiamo provveduto alla demolizione di tutte le parti che erano incongruenti, ovvero che non avevano valore storico e non potevano essere recuperate - ha specificato - ciò che è rimasto è l'edificio principale, che volevamo mantenere: del resto, si tratta di un progetto di rigenerazione urbana, dobbiamo e vogliamo integrare passato e contemporaneità".

"Al piano terra della struttura sarà realizzato uno spazio commerciale di 1.500 metri quadrati, mentre ai piani superiori ci saranno uffici per altri mille metri quadrati - ha specificato Mannocci - ma non solo, perché il muro che si trova all'esterno sarà abbattuto e verrà creata anche un'area pubblica, a disposizione del quartiere e della città".

Lo stabile visto da via Primo Maggio

Lo stabile dopo le demolizioni

A questo maxi progetto si aggiungerà anche un altro tassello, previsto anche dai progetti precedenti a quello attuale e che interessavano l'area dell'ex Crastan. "Via Primo Maggio, via Pisana e via Carducci saranno unite da una rotatoria, che avrà anche una rampa di collegamento con la Tosco Romagnola - ha aggiunto - dunque, un intervento che prevede ovviamente opere per la parte privata, ma anche altre a favore del comune di Pontedera".

Un rendering dell'opera conclusa

Un rendering dell'opera conclusa

Per quanto riguarda le tempistiche, invece, il cronoprogramma è fissato in 24 mesi. "Questo è un intervento molto importante - ha concluso Mannocci - credo che il progetto sia caratterizzato da un'architettura piacevole, che ha l'obiettivo di estendere l'asse centrale del Corso. Del resto, la nostra intenzione è quella di fare della nuova struttura una sorta di porta d'ingresso per la città: come dall'altro lato c'è il ponte napoleonico, da questa ci sarà questo nuovo edificio, immaginato proprio come un ingresso".