Nel campino c’è una tenda militare, un’ex infermeria d’emergenza dove non si curarono però le ferite dei soldati ma "le anime dalle brutture della guerra". Via delle Candele è stata momentaneamente ribattezzata "via della Pace" mentre la piazzetta davanti alla chiesa, "Largo della pace". E bandiere, piccole e grandi, stanno comparendo un po’ ovunque, tra le strade della frazione di Pontedera. Gello si tinge dei colori dell’arcobaleno grazie all’impegno e al lavoro dei suoi abitanti, dei ragazzi, dei bambini, dei genitori e delle catechiste della parrocchia guidata da don Armando Zappolini, che hanno lanciato l’idea.
"Abbiamo ricevuto in dono - ha spiegato il prete da sempre impegnato nel sociale - la tenda dalla base militare e ci è sembrato bello lavorare sulla sua metamoforsi all'insegna della pace, tematica guida che ci accompagna quest'anno nei nostri gruppi di catechesi, da Ponsacco a Treggiaia, a Gello". “Guerra, lasciaci in pace” è il messaggio chiaro e condiviso che si legge sopra l’ingresso del tendone trasformato in un vero e proprio museo con all’interno i quadri realizzati per l’occasione dai bambini e le riflessioni appese alle pareti che raccontano il percorso di approfondimento affrontato in queste settimane.
“Ogni anno – ha raccontato Marilena Bova, a nome del gruppo parrocchiale di Gello – scegliamo un tema per il catechismo. Stavolta è la pace e, durante gli incontri, abbiamo iniziato a parlarne partendo dalle esperienze quotidiane, come gli episodi più o meno violenti che capitano nelle partite di calcio, tanto per fare un esempio, fino alla conoscenza più dettagliata di grandi personaggi che hanno speso la loro vita e hanno testimoniato direttamente il valore della tolleranza, del rispetto, dell’uguaglianza e dell’amore".
Così don Lorenzo Milani, fondatore della scuola di Barbiana con il suo motto “I care”, ovvero “mi sta a cuore” rappresenta un esempio di inclusività, attenzione agli ultimi, lotta contro le disuguaglianze, Alex Zanardi, ex pilota di Formula Uno e campione paraolimpico che è sopravvissuto a due gravissimi incidenti diventa metafora delle cadute della vita ma anche del coraggio di rialzarsi mentre Beniamino Zuncheddu, l’ex pastore sardo, accusato della strage del Sinnai, che dopo 33 anni di carcere, è stato assolto per non aver commesso il reato può essere l’emblema del perdono e della resilienza.
“La storia di queste persone sarà ripercorsa anche durante la Via Crucis ma intanto – ha aggiunto Bova – domenica scorsa e questa domenica, 22 Marzo, continueranno i momenti di lettura per i bambini di tutte le età per allontanare la cultura della guerra e trasmettere i principi della pace. Domenica 29 poi abbiamo organizzato un’intera giornata dedicata alla pace, con una passeggiata collettiva e un pranzo tutti insieme nella sala della parrocchia”.