Una stagione nata sotto buoni auspici che, inesorabilmente, è scivolata verso l'epilogo più amaro. Per il Pontedera, salvo ripescaggi, la retrocessione in Serie D dopo 14 anni tra i professionisti si è concretizzata con numeri impietosi e un andamento mai realmente decollato.
Eppure, l’estate lasciava presagire tutt’altro, anche grazie a una base tecnica solida e la conferma di mister Leonardo Menichini, reduce dalla qualificazione ai playoff nella stagione precedente. Lo stesso allenatore ponsacchino aveva iniziato con discreti risultati, raccogliendo 12 dei 20 punti totali e mantenendo una media di 0,8 punti a partita. Il punto di svolta negativo arriva dopo la vittoria contro la Pianese - l’ultima dell'intera stagione, a Novembre - che aveva proiettato il Pontedera al quindicesimo posto. Da quel momento, però, i risultati stentano ad arrivare e scatta l'esonero.
Al suo posto, a Dicembre, è subentrato Simone Banchieri, chiamato a invertire la rotta ma incapace di incidere. In nove partite la squadra raccoglie appena 4 punti, con una media di 0,4 a gara. Troppo poco per evitare un nuovo cambio, maturato dopo la pesante sconfitta di Forlì.
La terza e ultima carta è Piero Braglia, affiancato dall’entusiasmo della nuova proprietà brasiliana, subentrata ufficialmente il 19 Febbraio e protagonista di un mercato invernale ricco di ben 16 nuovi innesti. Un tentativo di rilancio che, tuttavia, non produce gli effetti sperati: anche sotto la sua gestione, la squadra raccoglie gli stessi punti del predecessore, addirittura con una media punti inferiore: 0,3 a gara.
Così è arrivato il match fatale: in casa, contro il Ravenna, la matematica retrocessione in Serie D. Neppure le ultime due gare con Sambenedettese e Livorno hanno registrato uno scatto d'orgoglio, con altrettanti ko per i granata. Adesso, per il Pontedera l'obbligo è archiviare il campionato e ripartire come espresso dal presidente Gustavo Nikitiuk sin da subito competitivi già dalla prossima stagione. Con la speranza, non marginale, di poter accedere ai ripescaggi.