I risultati, per il momento, non ci sono. Eppure, con mister Piero Braglia, qualcosa, almeno sul piano del gioco, si è visto. Il tecnico maremmano, chiamato per dare una svolta alla stagione del Pontedera, ha immediatamente lanciato segnali chiari, ripristinando il sistema già adottato a inizio campionato sotto la guida di Leonardo Menichini. Una scelta non casuale, ma figlia dell’esperienza e della volontà di restituire certezze a un gruppo profondamente rinnovato dal mercato invernale.
Il nuovo assetto tattico ha rappresentato una base solida su cui inserire i numerosi volti arrivati a Gennaio, affiancandoli agli elementi già presenti e considerati imprescindibili. Tra questi spiccano i riferimenti tecnici e caratteriali come Vitali, Cerretti e soprattutto Filippo Faggi, protagonista anche in zona gol nella sfida contro il Gubbio. In attacco continua a confermarsi determinante anche Philip Yeboah, già autore di tre reti dal suo arrivo, una delle quali proprio sotto la nuova gestione tecnica.
Braglia, arrivato da poco più di due settimane, è ancora nella fase messa a punto. Un lavoro reso necessario anche dalla profonda rivoluzione operata dal club, che con 16 arrivi nel calciomercato di riparazione ha modificato sensibilmente la fisionomia della squadra.
Uno degli effetti più evidenti di questa trasformazione è l’aumento dell’età media, salita da 22,2 a 23,8 anni. Un cambiamento che riflette la necessità di inserire maggiore esperienza per affrontare una classifica complicata. In questa direzione si inseriscono gli arrivi di profili esperti come Luca Piana, Andrea Caponi ed Elvis Kabashi, elementi chiamati a garantire solidità e leadership.
La scelta societaria è chiara: puntare su un mix di esperienza e qualità per centrare l’obiettivo salvezza. Il ritorno al 4-2-3-1 rappresenta il primo passo di un percorso che dovrà trovare conferme già dalla prossima trasferta di Pesaro, banco di prova importante per misurare le reali ambizioni di un Pontedera deciso a cambiare marcia.