Parla di sviluppo e sostenibilità ambientale. Difende una visione partecipativa, dove, dall’approvazione del Piano operativo comunale (Poc) alla rimozione dei cumuli di terra contenenti Keu nell’area Green Park, l’attenzione ai cittadini è stata sempre la bussola che ha indicato la strada. E racconta i progetti a un passo dalla conclusione e quelli in partenza, dai parcheggi di via Maestri del Lavori agli asfalti nella zona industriale di Gello.
Matteo Franconi, con alle spalle sette anni da sindaco di Pontedera ne ha altri tre all’orizzonte, racchiusi in un concetto chiave che da sempre, da quando si è presentato a Palazzo Stefanelli con la fascia tricolore, lo accompagna: “l’amore quotidiano per la città”. Perché le difficoltà non mancano e “le cose da fare e le situazioni da gestire sono molte ed eterogenee. Gli ostacoli da superare importanti. Chi è abituato a lavorare pancia a terra, giorno dopo giorno, non può permettersi - ha detto - di guardare oltre il perimetro che ha disegnato e su cui ha dirottato passione, energie e competenze. Questo è ancora il tempo di rimboccarsi le maniche e dare risposte alle domande, soluzioni ai problemi, sostegno ai bisogni”.
Per fare il bilancio della sua prima legislatura ha utilizzato delle parole chiave, in questi primi anni della seconda ne aggiungerebbe altre?
Quelle parole non erano soltanto il sottofondo valoriale su cui abbiamo impostato il nostro primo mandato ma anche le coordinate su cui abbiamo voluto costruire il programma per il secondo. L'attenzione all'educazione, alla formazione e alla cultura, i diritti e la coesione, la prossimità e l'animazione sociale, il lavoro e la sostenibilità ambientale, la cura e il benessere delle persone, la necessità di costruire ponti per le opportunità dei giovani sono ancora, intatte, le parole che animano la nostra azione amministrativa quotidiana. Le difficoltà non mancano, ai bisogni conosciuti si aggiungono quelli nuovi delle famiglie, delle imprese, del tessuto commerciale
Gli strumenti e le risorse a disposizione dei Comuni sono incerte e sempre meno sufficienti. La situazione internazionale rende difficile, anzi quasi impossibile, programmare a medio e lungo termine. Tre parole però ci accompagnano senza alcun dubbio: entusiasmo, coraggio e determinazione. Sono necessarie, anche quando non sono sufficienti, per affrontare tutte le difficoltà e lavorare a tutti gli obiettivi.
Al centro del dibattito delle ultime settimane c’è stato il Poc adottato dal Consiglio comunale nell’ultima seduta di Giugno. L’hanno accusata di non tenere in sufficiente conto le richieste dei cittadini, in particolare sulle questioni del Parco Bellaria e del Noceto. Che ne pensa?
Il procedimento che ci ha portato al Piano operativo comunale ha preso avvio cinque anni fa ed è stato disseminato di una miriade di percorsi partecipativi formali e informali, di focus tematici e di eventi, plurimi momenti di discussione e approfondimento, numerose occasioni di confronto e svariate opportunità di condivisione. La fase dell'ascolto dei cittadini, delle imprese, del tessuto economico, produttivo, associativo e civico in senso lato ha portato alla raccolta di molti contributi e proposte, all'attenta analisi delle osservazioni e alla puntuale restituzione delle controdeduzioni. Tutto si può obiettare a questo Piano tranne il fatto che non sia stato sedimentato nel tempo e che non abbia tenuto conto delle richieste e delle istanze pervenute.
Le strategie di fondo che lo caratterizzano sono la riduzione del consumo di suolo rispetto alle previsioni previgenti, con quasi 300 campi di calcio di edificazione in meno, il recupero del patrimonio edilizio esistente, la rigenerazione urbana, la tutela del sistema ambientale e il grande tema del verde urbano, con oltre 100 ettari di corridoi infrastrutturali verdi. Un Piano che, come ho già detto, non rinuncia tuttavia a dare alla città occasioni e opportunità di sviluppo.
Sulla questione della Bellaria e del Noceto alla Borra ho già detto tutto da tanto tempo. Ribadisco che l'attuale assetto urbanistico di quella lottizzazione alla Bellaria, rispetto alla previsione originaria, aumenta di quasi 2mila metri quadrati il verde urbano al servizio di quel quadrante, localizzandolo in più punti anziché soltanto lungo il fronte di via Toti. La richiesta di tornare alla previsione originaria, che prevedeva peraltro un palazzone enorme, la cosiddetta "nave" da sei piani, comporta meno verde complessivo e solo in quell'area. Non va dimenticato che la realizzazione del verde pubblico che ancora rimane da fare è collegato alla conclusione della lottizzazione e soggetto alle previsioni di una convenzione urbanistica vigente fino a metà 2027. Da quella data in poi, se la previsione attuale rimarrà inattuata, la discussione sulla localizzazione del verde potrà riaprirsi senza ledere i diritti che possono vantare i lottizzanti e che sono tutelati ai sensi di legge.
Per quanto riguarda La Borra, la frazione è stata in assoluto quella in cui sono state drasticamente ridotte le previsioni edificatorie. La questione del Noceto è quasi paradossale: l'edificazione in quel comparto, che già prima nella pianificazione previgente interessava la metà di quell'area, è stata tagliata del 50% circa e nel Poc finisce per interessare appena un quarto dell'area in cui insiste un impianto artificiale privato, senza alcun vincolo, su un terreno privato non soggetto a rischi idraulici significativi, che la proprietà potrebbe tagliare in ogni momento per la vendita del legno. Parliamo di una pianificazione prevista da anni e che questo Poc ha ridotto drasticamente. Anche in questo caso, più che la tutela ambientale di un noceto privato, non sottoposto ad alcuna tutela o vincolo, sembra esser protagonista l'interesse di chi non vuole, legittimamente, ma per motivazioni specifiche, nessuna edificazione contigua o vicina, seppur già prevista e ora ridotta, a quelle già esistenti.
I cumuli di terra contenenti Keu che erano stati ammassati al Green Park sono stati rimossi. La vicenda si può considerare chiusa? Sono state soddisfatte pienamente le ordinanze che imponevano ai privati di provvedere?
La vicenda Keu al Green Park si è conclusa positivamente secondo il percorso che avevamo indicato: "chi inquina paga". Il materiale è stato rimosso, a proprie spese, da parte del privato che lo aveva portato in quell'area privata. Il tempo è sempre galantuomo e, alla fine, restituisce dignità alle parole e alle iniziative intraprese per l'interesse pubblico e smaltisce quelle urlate soltanto per bieco interesse politico.
Dopo una tormentata vicenda giudiziaria che ci ha dato ragione su tutti i fronti abbiamo accompagnato la procedura di rimozione con attenzione e cognizione di causa, occupandoci delle legittime preoccupazioni dei cittadini e monitorando che il trascorrere del tempo non pregiudicasse le condizioni ambientali dei terreni. Lo abbiamo fatto tenendo la barra dritta e con la postura istituzionale che le circostanze richiedevano anche quando sul posto sventolavano le bandiere della strumentalizzazione e riecheggiavano le polemiche degli apprendisti stregoni, titolari indiscussi delle facili soluzioni. Alla fine il Keu è stato rimosso da parte chi aveva la responsabilità di farlo senza che l'onere ricadesse, com'era sacrosanto che fosse, sui cittadini di Pontedera.
Per quanto riguarda invece i lavori pubblici in corso, come quelli ai parcheggi vicino alla biblioteca, e quelli che devono ancora partire, dall’operazione per la nuova caserma all’ex scuola Curtatone e Montanara, ci sono novità?
Sono pressoché al termine i lavori e l'apertura di due grandi opere strategiche nel quartiere di Fuori del Ponte, per un importo di oltre 12 milioni di euro. Il PalAcqua, la nuova piscina comunale che rigenera una zona degradata e recupera un'intera dismessa a fianco del Teatro Era; e il Polo infanzia 0-6, una nuova scuola di oltre 2mila metri quadrati che accoglierà 230 bambini e bambine, 50 del nido e 180 della scuola dell’infanzia, interamente in legno e che si inserisce nella più grande e complessa strategia dedicata al rinnovamento delle infrastrutture scolastiche di Pontedera. Tra le più significative ricordo la nuova scuola di via dell’Olmo, il Polo Dino Carlesi e il nuovo liceo Montale.
Entro questo mese inizieranno i lavori di messa in sicurezza per la riapertura dei parcheggi ai lati della biblioteca e di via Maestri del Lavoro. A seguire, prenderà il via la ripavimentazione e riqualificazione delle vie e delle aree adiacenti a Corso Matteotti e, successivamente, la riqualificazione e la riorganizzazione funzionale della sosta, della mobilità ciclabile e pedonale di viale IV Novembre. I tre interventi prevedono un investimento complessivo di oltre 5 milioni di euro. Mentre prosegue la programmazione ordinaria delle asfaltature ricordo che all'approvazione definitiva del Poc inizierà anche l'operazione di asfaltatura straordinaria della zona industriale di Gello per circa due milioni di euro.
Sull'immobile della ex Curtatone stiamo andando avanti con i saggi e con la progettazione per essere pronti a intercettare linee di finanziamento necessarie, circa 7 milioni di euro, per la ristrutturazione e la messa in sicurezza statica e sismica. L'obiettivo è quello di metterla a disposizione dei nostri istituti comprensivi entro la fine del mandato. Stesso discorso sulla nuova caserma nel quartiere della stazione: il progetto, collegato a quello dello spostamento del terminal bus, è pronto. Quando abbiamo dovuto contrarre il mutuo per la realizzazione del nuovo Polo Carlesi e superare l'emergenza scolastica della Curtatone abbiamo perso la capacità di finanziare in autonomia la nuova caserma, il cui costo è di circa 7 milioni di euro. Abbiamo più volte richiesto che venga inserito nella programmazione ministeriale e confidiamo che, alla fine, il Governo lo riconosca come una priorità per la città e per l'intero territorio.
E sulla sicurezza, altro tema molto sentito in città, l’atmosfera, o almeno la sua percezione, può dirsi migliorata?
La sicurezza urbana non è un tema sentito solo a Pontedera ma in ogni città d'Italia. Non c'è mai una ricetta unitaria in grado di gestire la sicurezza delle città al contrario di quanto viene affermato per propaganda politica. Ci sono solamente modi, posture e atteggiamenti cooperativi da tenere con le autorità competenti. Questo stiamo facendo e questo continueremo a fare con serietà, responsabilità e attenzione.
Gli episodi di microcriminalità e i reati predatori suscitano legittimamente apprensione nella comunità e non vanno né minimizzati né strumentalizzati. L'impegno è quello di continuare a lavorare in sinergia e collaborazione permanente con la Prefettura e le forze dell'ordine poiché, non basta mai ricordarlo, l'ordine pubblico e la sicurezza sono materie di stretta competenza degli organi dello Stato, così come lo sono la repressione e la prevenzione della criminalità. Posso dire che negli ultimi mesi il lavoro all'unico tavolo istituzionalmente competente ad affrontare questi temi, quello del Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica, ha dispiegato i propri effetti e il grande impegno delle donne e degli uomini impegnati nel controllo del territorio e nelle azioni di prevenzione e repressione si è visto. A loro voglio rivolgere gratitudine e confermare stima e apprezzamento per il lavoro che ogni giorno mettono al servizio della città.
Per quanto riguarda le azioni messe in campo direttamente dal Comune ricordo il potenziamento della Polizia Locale, il progressivo ampliamento dei sistemi di videosorveglianza, l'impegno nella gestione dei fattori di marginalità, la promozione della cultura del rispetto della legalità e l'affermazione di maggiori livelli di coesione sociale. Sul tema così delicato e complicato come quello della sicurezza urbana integrata le istituzioni devono accogliere le legittime preoccupazioni della comunità cercando soluzioni efficaci e concrete. Ma la qualità delle risposte non si misura con i decibel delle reazioni di chi ammicca ai problemi senza preoccuparsi dell'utilità dei rimedi. Il mio punto di vista sul tema è di una chiarezza quasi banale: le regole di convivenza dentro una comunità vanno rispettate, punto e basta. Da parte di tutti e senza che sia vista come una aggravante o una attenuante la provenienza, l'età, la lingua e ogni altra caratteristica propria della persona. Una condotta illecita è una condotta illecita e va affrontata per quello che è e non per quello che fa comodo che sia.