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"Ibrahima ancora bloccato in Marocco", l'appello dell'ex sindaco

La situazione del giovane cittadino italiano non si sblocca e Paolo Marconcini chiede l'intervento della Farnesina: "Serve tutta la diplomazia"

Ibrahima Ba

Il caso di Ibrahima Bail ragazzo di 19 anni bloccato in Tunisia ormai da mesi, non si è risolto. E a tenere la luce accesa sulla questione è l'ex sindaco Paolo Marconcini, che chiede l'intervento del Ministero degli Esteri per consentire finalmente al giovane di tornare dai suoi familiari.

"Sono passate le feste e Ibrahima è ancora trattenuto contro la propria volontà e senza un motivo reale - ha scritto Marconcini - dal primo di Agosto, data del blocco per il controllo e del blocco del passaporto all’aeroporto di Casablanca, siamo ormai al sesto mese. Ibrahima risiede a Pontedera, dove è nato, ha la cittadinanza italiana e studia in Francia dove abita la madre".

"Il Comune, il Consolato italiano di Casablanca e l’Ambasciata italiana si sono attivati: ci hanno chiesto di non disturbare il lavoro diplomatico e così abbiamo fatto - ha aggiunto - ieri (venerdì 9 Gennaio, ndr) c’è stata l’ennesima udienza: speravamo nella restituzione del passaporto e invece niente: Ibrahima è ancora là. Ha ormai perso l’anno scolastico, ha bisogno di cure, perché soffre di asma. In un primo tempo è stato ospite di conoscenti, adesso è in un appartamento che la famiglia, che non è facoltosa, paga ogni giorno. Il padre e la madre si sono alternati accanto al figlio. Hanno assunto un avvocato, mentre un altro lo sta incaricando il Comune di Pontedera che sostiene la famiglia". 

Il passaporto su cui si concentrano le contestazioni, però, è valido, come affermato dalla Questura di Pisa e dichiarato dal Consolato italiano. "L'unica cosa ottenuta al momento è un certificato sostitutivo d’identità perché, con il sequestro del passaporto, Ibrahima si è trovato per diversi mesi in un Paese straniero senza documenti di riconoscimento - ha proseguito Marconcini - il medico di fiducia del Consolato ha visitato Ibrahima e ha emesso un certificato sanitario che attesta che il ragazzo ha bisogno di cure mediche e ricovero per le sue difficoltà respiratorie. Fino a quanto può durare questa insensibilità disumana? Cosa aspetta la Farnesina a intervenire?".

"Penso, e con me lo pensano in molti, che occorra fare ancora un passo in più - ha concluso - che il ministro degli Esteri, non so per quale via gerarchica, sia interpellato e coinvolto. E che il nostro Ministero contatti direttamente il corrispondente Ministero del Marocco. Perché il trattenimento di un nostro concittadino sta divenendo un caso diplomatico. E, per impedire che lo diventi ancora di più, dobbiamo mobilitarci. Occorrono tutta la politica e tutta la diplomazia, al più alto livello possibile. Ibrahima deve tornare a casa".