Attualità

Vandali razzisti deturpano il cartello della città

Pontedera diventa "Pontenegra" e la comunità senegalese chiede di non sottovalutare l'accaduto: "Così si alimentano paura e diffidenza"

Da Pontedera a "Pontenegra". Così alcuni vandali hanno pensato di ribattezzare la città, sostituendo le ultime parole con un epiteto razzista. Facendo scattare l'indignazione della comunità senegalese della città, una delle più storiche dell'intera Toscana.

"L’associazione Senegal Solidarietà esprime forte preoccupazione per il clima di crescente intolleranza e razzismo che avvertiamo nel dibattito pubblico italiano e che, purtroppo, comincia a manifestarsi con segnali inquietanti anche nella nostra città - hanno scritto in un comunicato - da oltre vent’anni la comunità senegalese è parte integrante di Pontedera. L’Associazione Senegal Solidarietà è nata alla fine degli anni Novanta proprio dall’esperienza dei primi cittadini senegalesi arrivati sul territorio ed è diventata negli anni un punto di riferimento per l’inclusione, il dialogo e la cittadinanza attiva".

"Parliamo di persone che vivono, lavorano, pagano le tasse, aprono attività, partecipano alla vita associativa e sociale della città - hanno aggiunto - parliamo di famiglie i cui figli sono nati o cresciuti qui, frequentano le scuole di Pontedera, giocano nelle stesse squadre sportive dei loro coetanei e condividono con loro amicizie, speranze e futuro. Eppure assistiamo sempre più spesso a una narrazione nella quale le parole immigrazione e sicurezza vengono utilizzate quasi come sinonimi. È una rappresentazione che respingiamo".

Per la comunità senegalese la questione non si limita alla vandalizzazione di un cartello stradale. "Trasformare intere comunità in un problema di ordine pubblico significa alimentare paura e diffidenza e cancellare con un colpo di spugna la realtà quotidiana di migliaia di cittadini di origine straniera che da anni contribuiscono allo sviluppo economico, sociale e culturale dei nostri territori - hanno proseguito -  ci preoccupa, in questo quadro, anche il crescente spazio assunto nel dibattito politico dalla parola remigrazione. Roberto Vannacci e il movimento Futuro Nazionale ne hanno fatto esplicitamente un tema politico negli ultimi mesi. Le parole non sono mai innocenti".

"Non sappiamo se qualcuno voglia liquidarlo come una provocazione, una battuta o una bravata. Per noi non lo è - hanno specificato - quella parola utilizza il colore della pelle come strumento di disprezzo e prova a trasformare la presenza di cittadini africani nella nostra città in qualcosa di cui avere paura o vergogna. Chiediamo però alle istituzioni, alle forze politiche, alle associazioni, alle scuole, ai sindacati, al mondo economico e a tutta la società civile di non sottovalutare questi segnali".

"Pontedera ha costruito nel corso degli anni un patrimonio importante di convivenza e politiche interculturali, riconoscendo la diversità come una risorsa e promuovendo il dialogo tra le comunità presenti sul territorio. Questo patrimonio deve essere difeso - hanno concluso - continueremo a promuovere integrazione, partecipazione, rispetto delle regole e incontro tra le persone. Ma chiediamo con altrettanta forza che a ogni forma di razzismo venga risposto con chiarezza".