Attualità

Il Premio Mazzinghi a Francesco Moser

L'edizione 2026 va a uno dei più grandi ciclisti italiani della storia. Sarà proiettato anche un documentario e allestita una mostra sulle bici

La presentazione dell'edizione 2026 del Premio Mazzinghi

Un altro campionissimo si aggiunge a quelli che, negli ultimi cinque anni, hanno ottenuto il Premio Mazzinghi, dedicato all'eredità sportiva e umana lasciata da Sandro Mazzinghi. Per l'edizione 2026, infatti, ad aggiudicarsi il riconoscimento è Francesco Moser, idolo del ciclismo italiano che, nella sua lunga carriera da professionista, ha conquistato tra le altre un Giro d'Italia, tre Parigi-Roubaix consecutive e un mondiale su strada.

"I successi di Mazzinghi furono una sorta di riscatto del popolo pontederese che aveva vissuto il trauma dell'alluvione - ha ricordato il consigliere comunale Riccardo Minuti, presidente della commissione che assegna il riconoscimento, composta anche dai giornalisti Ugo Russo e Riccardo Signori - quando nel 1969 batté il pugile sudcoreano Kim Ki-soo a Milano, il Corso era strapieno di cittadini esaltati per la grande vittoria di Sandro. Un match che è stato considerato come uno tra i dieci incontri più importanti del secolo scorso".

"Moser è un mito del ciclismo italiano - ha aggiunto David Mazzinghi, uno dei due figli di Sandro insieme a Simone - questo premio vuole celebrare i valori incarnati da nostro padre e che ritroviamo in Moser, che ha saputo essere un simbolo di eleganza, coraggio e perseveranza. La sua carriera ha ispirato intere generazioni e merita questo riconoscimento, che non è soprattutto un ponte tra passato e presente, tra chi ha scritto e chi continua a scrivere la storia dello sport".

Sandro Mazzinghi

La consegna del Premio Mazzinghi avverrà giovedì 22 Ottobre alle 18 al Teatro Era, ma per questa quinta edizione sono previste anche diverse iniziative collaterali. A cominciare dalla proiezione di parte di un documentario realizzato dagli studenti del corso tenuto al polo tecnologico Pont-tech da Francesco Andreotti, regista e docente di videomaking. "Non potevamo non posare lo sguardo su una figura come Mazzinghi - ha detto - si tratta di un lavoro nato in contesto didattico e non abbiamo l'aspirazione di aver fatto un film, ma gli spunti degli studenti e delle studentesse sono stimolanti".

E ancora, nella sede del Moto Club di Pontedera in viale Italia, si terrà una mostra in tema con l'arrivo di Moser. "Proviamo a collegare il territorio con la premiazione - ha spiegato Eugenio Leone, presidente dell'associazione - un'ora prima della consegna allestiremo una mostra di bici anni Settanta e Ottanta. Gli appassionati di ciclismo sono tanti a Pontedera e dintorni e invitiamo tutti a contribuire alla mostra, dopodiché faremo un corteo verso il Teatro Era".

Quindi, come da tradizione, ci sarà anche la consegna del riconoscimento per una società sportiva del territorio. Per la quinta edizione, saranno premiati la Polisportiva Bientinese Pontedera di pattinaggio e il gruppo agonistico della Puglistica "Mazzinghi".

Da sinistra: Riccardo Minuti, David Mazzinghi ed Eugenio Leone

"La commissione ogni fa un grande lavoro - ha concluso Mattia Belli, assessore allo Sport - il Premio Mazzinghi è il riconoscimento sportivo più importante della città di Pontedera e lo rivendichiamo con orgoglio: Mazzinghi è stato un grande campione anche a livello umano. Anche per questo premiamo società che coinvolgono e che creano tessuto sociale come la Polisportiva Bientinese Pontedera, che tra tante difficoltà ha aumentato i propri numeri e continua a fare grandi risultati, e la Pugilistica Mazzinghi, che sta ripercorrendo un percorso sportivo che sta dando già grandi risultati".