"Chiediamo alla Regione Toscana di attivarsi quanto prima affinché l’ospedale Lotti disponga di un numero sufficiente di nefrologi, operando una distribuzione equa degli specialisti sul territorio regionale".
Questa la richiesta che arriva dalla delegazione di Fratelli d’Italia, in visita al reparto di dialisi dell'ospedale Lotti, composta da Diego Petrucci, vicepresidente del Consiglio regionale e consigliere regionale membro della commissione sanità, Matteo Bagnoli capogruppo a Pontedera, Gian Paolo Quercetani consigliere comunale a Pontedera e Simone Ferranti responsabile sanità FdI Pisa insieme a Maria Cristina Venturi, presidente di Aned (Associazione nazionale emodializzati), e alcuni rappresentanti dializzati di Aned.
"A Pontedera ci troviamo di fronte a una criticità oggettiva che merita l'attenzione immediata della Regione - ha spiegato Petrucci -in passato i medici in servizio erano sei, oggi ne sono rimasti soltanto due. I numeri parlano chiaro e certificano una palese cattiva gestione da parte della Regione: negli ultimi otto anni i nefrologi in Toscana sono aumentati da 146 a 155. Non si comprende perché a Pontedera diminuiscano. È evidente che non c'è una carenza assoluta, ma una pessima dislocazione delle risorse che chiedo di rivedere in toto alla Regione Toscana".
Un ulteriore richiesta sarà poi rivolta dal vicepresidente del Consiglio regionale all'Asl Toscana Nord Ovest per iniziare a valutare una collaborazione con l'Aoup per inviare nuovi medici nefrologi e fare di Pontedera un centro di formazione per gli specializzandi. "Riteniamo - ha aggiunto - che il Lotti possa diventare un centro di formazione accreditato per la dialisi sfruttando le sue dotazioni all'avanguardia. In merito a tutto questo ho presentato una nuova interrogazione regionale alla quale mi auguro che l’assessore Monni risponda già nel prossimo Consiglio”.
La carenza di specialisti non mette in pericolo soltanto i pazienti cronici della dialisi, ma l'intero presidio ospedaliero. "Viene a mancare il supporto nefrologico al Pronto Soccorso, in rianimazione e negli altri reparti della Valdera – ha sottolineato Venturi –. Abbiamo appreso che una dottoressa è arrivata a coprire turni massacranti di quattro giorni consecutivi, 24 ore su 24. Una condizione del tutto inaccettabile per la sicurezza di operatori e pazienti”.
Per Bagnoli esistono strade concrete per superare questa situazione. "Esprimiamo la massima solidarietà ai medici che stanno mandando avanti la struttura con grandi sacrifici, ma ora - ha rincarato la dose - serve un cambio di passo della direzione regionale per dare a Pontedera il personale necessario. Se ciò non avvenisse, il timore è che la volontà politica effettiva sia quella di chiudere gli ospedali periferici come Pontedera, e questo non lo permetteremo mai”.
“La dialisi è un presidio salvavita - ha concluso Quercetani -, quindi non possiamo più aspettare, non possiamo più rimandare. Se abbiamo bisogno di farci un'operazione al ginocchio possiamo anche aspettare, ma i malati dializzati non possono aspettare. Chiediamo risposte e concretezza alla Regione e al sindaco di Pontedera per la tutela dei malati".