Una montagna di quasi cinque milioni di euro che non sarà sempre così facile scalare. A tanto ammontano solo per il 2026 le tasse locali dell'Imu, l'imposta municipale unica sugli immobili, arretrate e non ancora totalmente riscosse dal Comune.
Ma per Palazzo Stefanelli, in base a quanto approvato nel bilancio di previsione per l'anno in corso, la scommessa sarà quella di mettersi in pari nei versamenti, con la lotta all'evasione che vale percorsi incrociati di verifica. Banche dati di ultima generazione che si intrecciano e dialogano fra loro per poi inviare nelle cassette postali dei pontederesi gli avvisi. Un tesoretto riscattato con un programma di recupero del sommerso che si snoda, grazie all'ufficio tributi, su due binari. Parte da un aumento nei controlli, con accertamenti capillari spalmati su tutti i cittadini e arriva alla chiusura di alcuni contenziosi in essere da annualità precedenti e non più solo sull'anno in prescrizione.
A questa somma si aggiungono poi gli 8,5 milioni di tasse effettive che, almeno sulla carta, il Comune deve incassare. Intanto con la delibera del Consiglio comunale approvata in questi giorni, si delinea nello specifico il prospetto delle aliquote per il 2026, rimaste invariate rispetto all'anno precedente. Dallo 0,4% dell'abitazione principale che comunque il proprietario che vi risiede non paga perché rientra nelle esenzioni allo 0,1% dei fabbricati rurali, dall'1,06% dei terreni agricoli e delle aree fabbricabili allo 0,86% che si riferisce alla categoria D e che riguarda le industrie, in base alle relative specifiche, i teatri, gli alberghi, le pensioni e i centri commerciali.
“Anche se in riferimento agli immobili che appartengono a tale categoria – ha spiegato l'assessore al bilancio Alessandro Puccinelli - allo stato va lo 0,76% della misura mentre al Comune lo 0,1% o lo 0,3% a seconda della casistica. In questo senso se potessimo accogliere l'importo totale, magari potremmo utilizzare tali risorse per investire sulla riqualificazione proprio delle aree dove sono ubicati questi fabbricati partendo dalla zona industriale".
"La decisione comunque è rimasta quella di lasciare le aliquote invariate - ha concluso - mantenendo le agevolazioni e le esenzioni previste dalla legge, anche come segno di vicinanza ai cittadini”.