Attualità

Incendio a EcoAcciai, "Serve maggiore prevenzione"

Da Legambiente Valdera e Sinistra Civica Ecologista un appello a Regione e Arpat: "Più controlli e monitoraggi, non ci si può affidare alla fortuna"

"Non siamo di fronte a un problema isolato". Dopo oltre 48 ore dall'inizio dell'incendio avvenuto all'interno dello stabilimento di EcoAcciai, le associazioni ambientaliste fanno sentire la propria voce. E la denuncia è chiara: la concentrazione di siti di smaltimento nel territorio della provincia pisana è eccessiva e, di conseguenza, la sicurezza è un tema su cui non si può abbassare la guardia.

Su questa linea, infatti, insiste Legambiente Valdera, che ha ripercorso anche gli eventi più recenti e simili a quanto accaduto nella zona industriale di Gello. "La memoria corre agli incendi che hanno già interessato il territorio: quello alla Geofor nel 2024 e, più recentemente, il grave rogo alla Delca Energy di Lugnano, che ha coinvolto ingenti quantità di rifiuti plastici - ha scritto il direttivo dell'associazione in una nota - ogni singolo episodio ha una propria dinamica, che dovrà essere accertata. Ma la ripetizione die venti di questo tipo impone una domanda che non può essere elusa: il sistema attuale di prevenzione e controllo è davvero adeguato alla quantità e alla tipologia dei rifiuti trattati nel nostro territorio?".

"La Valdera e l’area pisana ospitano una concentrazione rilevante di impianti e attività legate al trattamento e allo smaltimento dei rifiuti - hanno aggiunto - questo significa movimentazione e stoccaggio di grandi quantità di materiali, molti dei quali combustibili, in un territorio in cui vivono persone, si svolgono attività agricole e produttive e si trovano abitazioni e infrastrutture. Le compensazioni economiche ambientali riconosciute ai Comuni ospitanti, spesso presentate come un vantaggio per le casse pubbliche, non possono diventare il prezzo con cui si accetta un rischio ambientale e sanitario".

"I soldi incassati dai Comuni non sono un’assicurazione sulla salute dei cittadini. E uno spettacolo può intrattenere una comunità, ma non può proteggerla dai fumi di un incendio - hanno concluso - la gestione dei rifiuti è necessaria, così come lo sono il recupero dei materiali e l’economia circolare. Ma chiamare un’attività riciclo non la rende automaticamente priva di rischi: la sostenibilità si misura anche dalla capacità di prevenire gli incidenti, proteggere l’ambiente e garantire la sicurezza delle persone. La Valdera non può essere considerata il luogo in cui concentrare impianti e rifiuti per poi affidarsi alla fortuna quando qualcosa va storto".

Un punto, quest'ultimo, condiviso interamente anche da Sinistra Civica Ecologista, associazione nata nel 2020, all'epoca come lista a sostegno di Eugenio Giani composta da tre forze: Articolo Uno della Toscana, l’Associazione 2020 a Sinistra e Comunità Civica Toscana. "Non possiamo continuare a intervenire soltanto dopo gli incendi - ha detto Francesco Giorgelli, coordinatore del gruppo ambiente dell'associazione - la sicurezza di lavoratori, cittadini e ambiente si tutela prima, attraverso prevenzione e controlli efficaci".

"Chiediamo ad Arpat e alla Regione di attivare, o potenziare se già esistente, un programma regionale di prevenzione che preveda controlli periodici e rigorosi sugli impianti e sui sistemi antincendio, un censimento dei materiali stoccati, trasparenza sui rischi e sui controlli, garantendo l’accesso alle informazioni a enti locali e cittadini, e il potenziamento degli organici e delle risorse di Arpat - ha concluso - i controlli ambientali durante e dopo gli incendi restano indispensabili, ma non possono sostituire la prevenzione. La sicurezza non si garantisce rincorrendo le emergenze: si costruisce prevenendole".