I conti tornano, ma gli addendi sono da cambiare. È questo, in sostanza, quanto ha stabilito la Corte dei Conti a conclusione del controllo sul rendiconto 2024 del Comune. Da un lato, infatti, i giudici hanno confermato il saldo complessivo della gestione finanziaria; dall'altro, però, hanno richiesto una riorganizzazione del disavanzo della parte disponibile del bilancio, ovvero di 1,2 milioni di euro. Che, di fatto, dovranno essere "etichettati" diversamente, venendo meno nel corso di quest'anno. Così, con meno risorse a disposizione, il Comune dovrà stringere la cinghia: niente Capodanno in piazza e luci natalizie in tono minore.
La questione era già emersa nella seduta del Consiglio comunale dello scorso Aprile, quando l'opposizione di Fratelli d'Italia aveva sollevato il tema. Alla fine, per i giudici contabili, i conti del Comune non sono in discussione, ma l'amministrazione dovrà far comparire quegli 1,2 milioni di disavanzo nei registri contabili sotto un'altra voce, per adeguarsi alle disposizioni della Corte. Ciò, banalmente, significa che il Comune, per il resto del 2026, dovrà fare a meno di quelle risorse.
"Alla luce della pronuncia della Corte, il Consiglio comunale dovrà ora adottare gli atti previsti dalla legge per destinare nuovamente nei fondi specifici le risorse che erano state utilizzate per la copertura del disavanzo - ha spiegato il sindaco Matteo Franconi - e definire il relativo percorso di finanziamento".
Ciò, in poche parole, significa che il Comune dovrà ripensare le spese fino al prossimo 31 Dicembre. "Un fatto puramente tecnico - ha concluso il primo cittadino - che avrà purtroppo anche degli effetti sostanziali sulla città. Per rispettare le indicazioni della Corte dovremo intervenire sul bilancio per riallocare risorse nella parte destinata a investimenti e, al contempo, ridurre le spese correnti. Significa, per esempio, dover rinunciare ad alcune iniziative come il Capodanno in piazza, ridurre le spese per gli allestimenti natalizi e contenere al minimo le spese per l'animazione territoriale e culturale".