Nell'attenzione versi gli ospiti e negli spazi, la Mensa della solidarietà della Misericordia, quella di fianco al Duomo, raddoppia. La settimana prossima l'Arciconfraternita firmerà il contratto di acquisto per il fondo vicino così da collegare i due locali e ampliare gli spazi a disposizione. “Per offrire una migliore ospitalità e garantire una maggiore dignità alla sosta per il pranzo”, ha confermato il responsabile Renzo Bartoli.
Del resto, quotidianamente la mensa accoglie una quarantina di persone e l'esigenza di ampliare la sala e i posti a disposizione si sentiva da tempo. “Inoltre – ha aggiunto Bartoli - il Comune di Pontedera ha deciso di attivare una convenzione per contributo annuo di 10mila euro per cinque anni con la mensa. Ed è l'ennesimo gesto concreto di vicinanza. Ringrazio l'amministrazione, i volontari e le volontarie che stanno crescendo e attualmente sono arrivati a quota 54, la Fondazione di Pisa che non ci fa mai mancare il suo sostegno, l'Itcg Fermi che da due anni dedica alla mensa un progetto speciale con cui raccoglie fondi da donarci e i tantissimi cittadini che si affacciano alla nostra porta per contribuire con generosità al servizio. Mantenere il servizio in centro è fondamentale perché è una zona facilmente accessibile. E i poveri sono una questione che ci riguarda, una questione familiare. La mensa e i suoi volontari dimostrano di onorare questo impegno e una dedizione per cercare tutti insieme di costruire mondo migliore”.
Perché a mensa arriva l’operaio che ha perso il lavoro, la pensionata ma anche il separato, sempre più pontederesi insomma, non solo senzatetto. L’esercito dei nuovi poveri è fatto di uomini e donne della porta accanto, lavoratori e lavoratrici, stroncati dalla crisi, finiti sul baratro da un giorno all’altro. Gli italiani toccano il 50 per cento delle presenze e di questi il 59 % sono toscani, la metà pontederesi. Il 39% invece proviene dall'Africa e solo un decimo degli ospiti dai Paesi dell’est. Nei dodici mesi appena trascorsi del 2025 sono passati dalla mensa per un pasto caldo, una doccia o una colazione 527 persone, in prevalenza con un'età compresa tra i 40 e i 50 anni. Tra questi più della metà, per l'esattezza 251 sono nuovi ingressi. I volontari e le volontarie, ogni giorno, e per 365 giorni all'anno, hanno distribuito 13.119 pasti, 2330 colazioni e c'è stata la possibilità per gli ospiti di farsi 946 docce.
Una fotografia che racconta una città più fragile, dai confini che si allargano in maniera preoccupante ma anche una vocazione, quella della Misericordia alla carità. “E' la nostra identità - ha detto il governatore della Misericordia Matteo Leggerini - che racconta l'aiuto verso il prossimo, l'umiltà e l'accoglienza cristiana. Non si fanno differenze alla mensa, né per il colore della pelle, né per la nazionalità o la residenza. I volontari della struttura sono a disposizione. Da oltre due decenni, da quando la mensa è nata, garantiscono il servizio a chiunque lo chieda".
"I dati raccolti - ha concluso la vicesindaca Carla Cocilova - sono numeri importanti. Un grazie speciale va a chi ha investito in termini di risorse e di qualità. Perché questo luogo sa di casa e questo spirito cambia le relazioni, dà speranza, accompagna a superare le difficoltà. In questi anni abbiamo rafforzato il lavoro di rete e sostenere la mensa, vero e proprio presidio sociale, rientra in tale filiera che vede fra qualche settimana l'inaugurazione della stazione di posta, e la collaborazione con l'unità di strada. Credo che in un mondo così incivile in cui prevale la legge del più forte, la cifra di chi vogliamo essere sia il prendersi cura di chi non si vede, di chi sta ai margini, perché vuol dire allora che c'è spazio per tutti".