Stefano Massini ha scelto di raccontare la Piaggio con la storia della famiglia Montagnani e la scelta drammaturgica è stata azzeccata. I pontaderesi lo hanno apprezzato con tanti applausi e qualche risata perdonando anche al celebre attore l'accento fiorentino.
In sala attraverso quattro generazioni di una famiglia di Piaggisti, dal nonno che costruiva aerei al nipotino che ha attraversato gli Stati Uniti in sella al Ciao, la storia della fabbrica si è dipanata tra i grandi fatti storici dell'Italia dal dopoguerra ad oggi, dallo sciopero del ' 62 all'alluvione del '66.
Al centro il lavoro degli operai e delle operaie, degli impiegati e dei dirigenti, dei politici e degli amministratori locali e dei presidenti della grande fabbrica: da Rinaldo ed Enrico Piaggio, ad Umberto Agnelli, dai Sindaci Cirri e Maccheroni ma nessuna menzione per Giovannino Agnelli, Enrico Rossi e Roberto Colaninno, tre personaggi significativi nella storia della città e della fabbrica.
Giovannino per il suo approccio imprenditoriale, non ingabbiato nella prospettiva del solo profitto ma aperto alla dimensione sociale dell'impresa. Enrico Rossi per aver sconfitto il trasferimento delle officine nella Nusco dell'allora presidente del Consiglio Ciriaco De Mita. Roberto Colaninno per aver salvato e rilanciato la fabbrica nel 2002.
Una scelta drammaturgica da rispettare. Una scelta politica che può far discutere.
"E l'Ape disse all Vespa: Si Ciao" è stata apprezzata per lo stile narrativo come sempre tagliente di Massini ma anche per i contributi video e fotografici, originali e ricreati con l'intelligenza artificiale, e per la musica con i contributi di Saverio Zacchei e Luca Roccia Baldini.
E poi "un gran finale" con un premio ad una colonna del Teatro di Pontedera, dai tempi di Bacci e Grotowski del Piccolo e del Centro di sperimentazione teatrale ai giorni nostri del Teatro della Toscana diretto da Stefano Massini. Il sindaco ha premiato Sergio Zagaglia direttore tecnico del "nostro" teatro a pochi giorni dalla pensione.
Ed anche per Sergio come per Stefano, una meritata standing ovation.