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La protesta alla Bellaria, "Stop al cemento"

Legambiente e altre associazioni al sit-in per chiedere di fermare le edificazioni: "Il Piano operativo prevede l'occupazione sino a 85 ettari"

Erano almeno un centinaio i partecipanti alla manifestazione per il Parco Bellariaindetta nei giorni scorsi da Legambiente e da altre associazioni, che chiedono al Comune di fermare l'edificazione di nuove palazzine nell'area verde del quartiere.

Un sit-in che si è svolto proprio nell'area della "rotondina", che si trova tra via Toti e via Caduti di Marzabotto e che, da anni, è al centro di una vicenda che sembra proprio non volersi concludere. E che, anzi, il Piano operativo comunale ha riacceso.

"Nel documento hanno proposto una serie di nuove edificazioni fino a 85 ettari - hanno spiegato da Legambiente durante la manifestazione - questa situazione, secondo l'amministrazione, è sostenibile. In realtà, si tratta di un piano assolutamente insostenibile stando ai criteri della Regione. Il consumo di suolo è un problema enorme: una volta cementificato è difficile tornare indietro".

Dai partecipanti, dunque, l'accusa rivolta al Comune è quella di insistere eccessivamente sulla consumazione di suolo rispetto alla superficie disponibile.

"Anche dalla Regione hanno mosso delle osservazioni importanti - hanno concluso - che sono state inoltrate all'amministrazione ad Agosto scorso. La strategia contenuta nel piano operativo non contiene niente di sostenibile e non persegue una generale sostenibilità ambientale".