Interviste

L'Università del tempo libero, cultura alla portata di tutti

La presidente traccia un bilancio, tra il boom degli iscritti, i nuovi corsi, i progetti con gli studenti, la biblioteca, le gite e il teatro

Elena Pardocchi, presidente dell'Utel

Una formazione a 360 gradi, per fornire una cultura allargata e alla portata di tutti, per diffondere un sapere al di fuori dei canali tradizionali. E la possibilità di ritrovarsi, stare insieme, passare pomeriggi all’insegna della condivisione e della curiosità. E’ il doppio binario su cui corre l’Università del tempo libero, che, dati alla mano, dopo quasi 40 anni di vita, continua a crescere e offrire nuovi corsi, gite e opportunità. “Senza dimenticare le conferenze, i progetti con gli studenti, le due compagnie teatrali e i giochi”, ha aggiunto la presidente Elena Pardocchi.

Presidente, dopo un anno dalla sua nomina, fa un primo bilancio delle attività?

I numeri potrebbero parlare da soli. Gli iscritti hanno raggiunto quota 600, confermando un trend positivo che va avanti da qualche tempo. Ci sono tante persone che addirittura prima di andare in pensione vengono a prendere informazioni. Per quanto riguarda invece i corsi ne organizziamo una ventina, sia la mattina, sia il pomeriggio, e spaziano su diverse discipline e vari argomenti.

Ci fa qualche esempio?

Ci sono corsi, tenuti da insegnanti volontari, di ceramica, di bricolage, di lingue, sia inglese, a vari livelli, sia spagnolo. E’ in partenza il sesto corso di inglese. E ancora pittura dal vero, cucito creativo, psicologia. C’è poi tutto l’ambito dei giochi di gruppo, dagli scacchi al burraco al bridge. E le conferenze con relatori esperti di settore.

L'inaugurazione dell'anno accademico

E per quanto riguarda le novità?

Abbiamo attivato una collaborazione con gli studenti delle scuole superiori, in particolare con il liceo Montale. L’idea è quella di aprirci ad altri mondi, lavorare in sinergia con i giovani. Qualche mese fa i ragazzi hanno intervistato diversi soci invitandoli a raccontare com’era la scuola quando erano adolescenti, i primi amori, la quotidianità degli anni passati. Hanno realizzato un video e sono venuti a proiettarlo. Ma contemporaneamente hanno organizzato alcune conferenze a tema. L’ultima sull’Intelligenza artificiale. Sempre nell’ottica dell’impegno collettivo, all’Utel ci sono ben due compagnie teatrali. Una è al quarto spettacolo, l’altra, grazie al sostegno di Giovanna Daddi e Dario Marconcini, è partita a novembre e si è esibita da poco al Teatro Era. E infine ci sono le gite, quattro o cinque programmate ogni anno con la consulenza del professor Maurizio Pizzichini e la nostra biblioteca, all’interno del circuito di Bibliolandia, un piccolo gioiello di cultura che gestisce i prestiti e cura i pomeriggi del tè, iniziative volte a incentivare lo scambio e il dialogo fra lettori.

La compagnia teatrale dell'Utel

Perché a distanza di tutti questi anni dalla nascita, l’Utel resta un punto di riferimento per Pontedera?

Perché offre cibo per l’anima e per la mente. Da una parte scommette sulla socialità, sulla relazione, dall’altra crea occasioni per tenere la mente in allenamento. Le persone si conoscono ai corsi, si intendono e si avvicinano. Non è raro che dopo la lezione si ritrovino per una pizza o un caffè in compagnia. C’è anche un corso autogestito di ricamo, uncinetto e maglia.

A breve ci sarà la chiusura dell’anno accademico?

Il 29 Maggio, con l’esibizione del coro dell’Utel. Le iscrizioni si apriranno invece a Settembre, con l’inizio dei corsi previsto per il 5 Ottobre. Tutte le informazioni si trovano sul nostro sito www.utelpontedera.it oppure basta passare in sede, in via della Stazione Vecchia.

Roberto Cerri insieme a Elena Pardocchi

E per quanta riguarda la sua esperienza, quanto conta l’aspetto del volontariato?

Prima di essere presidente dell’Utel sono stata 11 anni presidente dell’Ant ma direi, vista anche la mia professione, di psicologa e responsabile del servizio di salute mentale dell’Asl, senza dedicarmi agli altri non ci so stare. La cura è un aspetto fondamentale della vita umana e all’Utel il legame con gli altri è fondamentale. La mia presenza è costante, con il sostegno ovviamente di tanti altri, in primis il vicepresidente Roberto Cerri e la segretaria Rossella Passerai e l’atmosfera è davvero bella.